VARESE Nella sua battaglia per scoprire la verità sulla morte di Giuseppe Uva (deceduto in ospedale nel giugno del 2008 dopo aver passato una notte nella caserma dei carabinieri di via Saffi), la sorella Lucia dichiara di accettare volentieri il sostegno di tutti, «ma non sterili battibecchi su chi aiuta meglio la causa». Così Lucia Uva cerca di mettere a tacere le polemiche che nell’ultima settimana hanno vivacizzato la vigilia dell’udienza di oggi. Udienza che alcuni ragazzi intendo sottolineare con un presidio di protesta davanti al tribunale di Varese.
Proprio questa iniziativa, annunciata nei giorni scorsi, ha innescato un acceso dibattito sul web. A lanciarla è il “Collettivo autonomo varesino” che è anche promotore di una serata dedicata al caso Uva e intitolata sibillinamente «Sappiamo chi è stato». Un’allusione che non è piaciuta al consigliere del Pd Andrea Civati, a sua volta impegnato da anni al fianco della famiglia Uva per chiedere giustizia e che sul suo blog ha annunciato di non voler aderire alla manifestazione, non condividendone «i toni troppo accesi». Della stessa opinione Giuseppe Liparoti, coordinatore provinciale di Sel.
Dal canto suo Lucia Uva preferisce evitare ogni polemica e liquida la questione dicendo che apprezza il sostegno di tutti, «purché non ci siano liti, violenze e neppure polemiche». E sui membri del collettivo precisa: «Alcuni di loro sono ragazzi che conoscevano Giuseppe, erano e amici, mentre altri si sono appassionati alla causa solo dopo aver sentito dei misteri
che avvolgono la morte di mio fratello». «Sono un gruppo di ragazzi che mi è sempre stato vicino – aggiunge – spesso sono stati anche in aula con me per darmi sostegno, solo che questa volta hanno deciso di manifestare la loro attenzione con una presenza più visibile, in piazza, per cercare di coinvolgere e sensibilizzare l’opinione pubblica. Ben venga».
Queste dunque le premesse con cui questa mattina si riaprirà il processo: «Mi auguro che durante il dibattimento ci sia spazio per presentare i risultati della nuova autopsia», spiega Lucia con riferimento alla riesumazione del cadavere del fratello, ottenuta dopo dure battaglie a dicembre. «Ancora non ci hanno fatto sapere nulla, non so se dai nuovi esami è emerso qualcosa, ma se Giuseppe non è morto a causa dei farmaci, voglio sapere cosa l’ha ucciso».
s.bartolini
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