Sacro Monte, via la tenda al Montorfano «Abusiva? Ma se è qui da un secolo!»

SACRO MONTE La tenda parasole della terrazza del ristornate Montorfano è stata tolta e verrà sostituita da un’accozzaglia di ombrelloni colorati, firmati Algida e Coca Cola. «Una bella terronata», dice il gestore Andrea Carcano, che ha dovuto suo malgrado prendere questa decisione.

Il tendone, infatti, era fuori regola. E questo perché cento anni fa, quando era stato montato per proteggere gli avventori dal sole, il ristoratore dell’epoca non aveva chiesto il permesso a nessuno. Come incolparlo? Forse un secolo fa si usava così, di sicuro non c’era tutta la burocrazia di oggi.

Il panoramico ristorante è poi passato da gestore e gestore, fino all’attuale, che si è visto arrivare un provvedimento amministrativo con la richiesta di togliere il tendone. Tutto scritto su una carta intestata dal Parco del Campo dei Fiori. A novembre il tendone è stato quindi rimosso.

«L’avevo scelto bianco proprio perché più bello esteticamente – spiega Carcano, che non aveva badato a spese – Nei mesi precedenti avevo proceduto a montare due pannelli di vetro sul terrazzo, sul lato della Martica. Non si trattava di un ampliamento del locale, ma di una barriera facilmente rimovibile, che aveva lo scopo di proteggere dal vento le persone e consentire loro di godere del panorama anche nelle giornate un po’ più fredde. Ho dovuto rimuovere anche quelli».

Una volta ricevuta la comunicazione Carcano si è rivolto a un legale, che gli ha consigliato di togliere la tenda prima di ricevere sanzioni. «Ho speso mille euro per smontare tutto – racconta Carcano – Adesso arriva la bella stagione e per evitare che il sole infastidisca i commensali metterò degli ombrelloni normali da bar. E poi mi si dovrà spiegare se stava meglio la tenda bianca o un mucchio di ombrelloni disordinati e colorati, con su le marche dei gelati».

Carcano è davvero avvilito: «Si continua a dire che bisogna fare qualcosa per migliorare il borgo, e io quest’anno avevo deciso di sostituire le sedie di plastica con altre più eleganti, nonché di cambiare l’insegna con una nuova. Adesso non faccio più nulla, se questo è il ringraziamento. La beffa è che le antenne sul monte rimangono, senza che nessuno si impegni a farle rimuovere. Quelle stanno bene?».

«Non ero a conoscenza del caso specifico, verificherò – afferma Giuseppe Barra, presidente del Campo dei Fiori – Ma mi sembra ovvio che, se c’è un’opera abusiva, il Parco non ha la facoltà di consentirla. Detto questo, siamo all’interno di una situazione paradossale: gli interventi migliorativi, come gli ampliamenti, sono subordinati alla gestione dell’Unesco. Si tratta di un problema serio: abbiamo una normativa che rimanda tutto all’Unesco e che imbriglia gli interventi migliorativi della gestione del borgo. Questo è l’atteggiamento tipico che abbiamo in Italia: le bellezze vanno tutelate vietando le trasformazioni, anche quando sono positive per tutti».

Adriana Morlacchi

s.affolti

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