VARESE Non tutti fanno i salti di gioia. E se la figura di Roberto Maroni come nuovo segretario piace indiscutibilmente a tutti i varesini, c’è chi esprime dubbi sulla linea che sta tenendo il partito. Soprattutto nella gestione interna. La terza via leghista non vede all’orizzonte uno scenario molto positivo. Si tratta di quell’area di lumbard che si sono collocati da tempo esternamente alle due correnti, ovvero maroniani e bossiani.«Spero che si arrivi finalmente a una pacificazione interna – dichiara il consigliere comunale Massimo Realini – Non è un mistero che gli ultimi sei mesi di vicissitudini interne non mi siano piaciuti. Troppi veleni e rancori tra i militanti non hanno fatto bene».Sulla segreteria federale di Roberto Maroni il giudizio è positivo: «Ha tutta la mia stima. È stato un ottimo ministro e spero sia un ottimo segretario. Il problema al nostro interno non è dettato da chi andrà a guidare il partito. Semmai da chi in questo periodo, giocando sullo scontro interno, si è approfittato della situazione per il proprio tornaconto. In ogni partito c’è chi arriva all’ultimo e cerca di fare carriera. Quello che ho visto, non solo a Varese, è il grande travaso di esponenti politici, provenienti da altri partiti come il Pdl,
che sono venuti da noi. La cosa non è positiva. Spero che questo non implichi una deriva democristiana della Lega».E si dà a una battuta: «Del resto, anche Belsito se non sbaglio veniva da quella parte». L’assessore Fabio Binelli, su Facebook, ha pubblicato una foto che mostra le sue bandiere leghiste stese ad asciugare. «Le ho lavate perché si erano sporcate» scrive. Resta il dubbio se ci fosse qualche doppio senso.Un altro esponente della terza via è il militante Marco Bordonaro, già dirigente cittadino. La sua analisi si concentra più sulla necessità di rilanciare la Lega. «L’importante sono le idee e non le persone. Il nuovo corso della Lega deve incentrarsi sul rispetto per la militanza e sulla necessità di affrontare una vera e propria fase programmatica. E puntare a creare una nuova classe dirigente. Bisogna investire sui ventenni di oggi in tutte le realtà territoriali». Qualche malumore emerge anche da parte dei maroniani duri e puri, la corrente vincente. Ed è legato al fatto che la segreteria federale di Maroni sarà affiancata da tre vicesegretari.Roberto Cota, Luca Zaia e Gianluca Pini (di cui solo quest’ultimo maroniano) i nomi ipotizzati. E il gallaratese Roberto Stefanazzi si lamenta su Facebook: «Partiamo già male. Nessuna elezione, nessuna scelta».
s.bartolini
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