Varese – Innovazione e sviluppo visti attraverso la lente della crisi ma anche dell’arretratezza digitale dell’Italia. Ieri a Ville Ponti si è parlato di internet e banda ultra larga, di prospettive economiche e di scenari possibili. «L’innovazione tecnologica è fondamentale per la crescita – ha spiegato Roberta Besozzi, al convegno organizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Varese di cui è presidente. «Le telecomunicazioni offrono scenari sui quali si può realizzare un proficuo sviluppo economico, occorre quindi dare impulso agli strumenti di diffusione dell’innovazione e dell’avanzamento tecnologico, per supportare al meglio il sistema produttivo in questa fase».
Tutta la provincia di Varese fa parte di un test sperimentale per la banda ultra larga, e la regione Lombardia sta portando avanti progetti: «L’unico paese che non si è inserito nell’agenda digitale europea è il nostro» ha detto Carlo Maccari, assessore regionale alla semplificazione e alla digitalizzazione. L’Italia ha lasciato alle autorità locali la facoltà di intraprendere o meno questa via di sviluppo e la Lombardia questa agenda digitale ce l’ha: «Stiamo chiedendo a Monti di escludere dal fiscal compart gli investimenti per l’innovazione, è l’unico modo per ridurre il divario digitale strutturale. Per prima cosa abbiamo gestito l’emergenza, cioè fornire un servizio a quei cittadini perché potessero per esempio utilizzare lo sportello unico». In Lombardia su 1544 comuni sono 707 quelli con problemi di connessione, e non si parla di località sperdute di montagna ma di zone altamente produttive come Varese o Brescia. I progetti regionali, per i quali sono stati stanziati a fondo perduto 41 milioni di euro, riguardano anziani e sanità, tra cui l’assistenza a domicilio; la scuola, col progetto della LIM, la lavagna interattiva multimediale (per cui Regione e Miur hanno investito insieme 8 milioni e mezzo di euro), ma anche le aziende, con corsi di formazione a distanza.
Dai dati Istat del 2011 il 26,7% della popolazione non ritiene internet utile: «Siamo indietro per scarsa conoscenza digitale, ma culturalmente forse siamo più arretrati» ha concluso l’assessore Maccari. Scelte politiche e investimenti pubblici, non solo privati: Luca Spada, fondatore di NGI SpA e Eolo, internet provider con sede a Busto Arsizio (azienda in attivo con 25 milioni di ricavo), ha raccontato la sua esperienza di imprenditore alle prese con il digital divide e le problematiche da cui poi ha creato la sua azienda, nata innanzitutto perché non aveva internet a casa.
p.rossetti
© riproduzione riservata