VARESE Una casetta sull’albero che sembra un monolocale green di quelli che si vedono nelle riviste di bio-architettura. Uno dei quegli ambienti – ribattezzati “tree house” dagli archistar – pensati per stare in mezzo alla natura. Come Tom Sawyer, ma con più charme. E’ il regalo che Yurgen Mertel sta preparando per la sua “bimba”, Chiara Mertel che ha 16 anni e frequenta il liceo classico Cairoli.La casetta si trova in un giardino privato alle pendici del Sacro Monte. E’ in fase di costruzione: per ora c’è lo scheletro, ma non manca tantissimo per completare le pareti e il tetto, che sono in legno di cedro. L’albero che sostiene la casetta è un castagno secolare, con un grande fusto e dei rami molto forti. Tutto intorno ci sono altri alberi e tanto verde. «Quando ero piccola avevo una casetta di legno appoggiata sul prato, in cui riponevo i giocattoli – racconta Chiara – Poi ci siamo trasferiti e ho sentito la mancanza di quella casetta che racchiudeva il mio mondo. Il papà mi ha detto: te ne faccio un’altra, più grande. Io la sfrutterò per suonare la batteria, ammesso che la riesca a portare su lì. Sarà bello anche rifugiarvisi per leggere e studiare, con la compagnia degli uccellini e degli scoiattoli».«La casetta è lontana dalle altre abitazioni, ma sulle pareti metterò comunque
dell’isolante per evitare il rumore – dice il papà, che è tedesco – In Germania abbiamo una particolare attitudine a svolgere i lavori con il legno. Il medico Schreber vede nella costruzione di casette come queste una sorta di “terapia”. Fa bene avere qualche cosa da fare anche al finesettimana, quando non si lavora. Noi tedeschi amiamo essere sempre impegnati in qualcosa». I lavori di costruzione della casetta procedono nei momenti liberi. «Per stendere il progetto mi ha aiutato un amico ingegnere – continua Yurgen – Fare la base è stato facile, sono bastati alcuni tronchi messi di traverso e delle assi. E’ stato come fare un tavolo. Tutto il resto è in divenire, sarà realizzato in base alla fantasia del momento e ai materiali disponibili. Gli interni, naturalmente, saranno a cura di Chiara».Tra le tree house più famose di Varese, c’è quella realizzata nel 2008 da Edoardo Vanetti per il villaggio Sos di Morosolo. Il giovane per disegnarla si era ispirato all’architettura di un nido. E poi ce n’è un’altra, in via Piave, che si sviluppa in verticale e che assomiglia alla torre di un castello medioevale. Un luogo su cui hanno fantasticato centinaia di Varesini passando di lì con la macchina. Sognando di tornare bambini. E che per i fortunati proprietari è stato, anche in età adulta, una privilegiata base di gioco.
s.bartolini
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