VARESE Una media di quattrocento conteggi al giorno, a cui si aggiungono un centinaio richieste online e i 600 modelli già compilati su prenotazioni. L’ufficio Imu/Ici allestito dal Comune di Varese nella ex palazzina della cultura, sta lavorando a pieno regime per calcolare l’importo dell’imposta che 40 mila varesini dovranno versare entro il 18 giugno. La coda, al mattino, comincia intorno alle 7.30 e quando aprono gli sportelli; un’ora dopo ci sono già una cinquantina di persone in attesa. «Stiamo lavorando con quattro persone operative per tutta la giornata – spiegano dall’ufficio – Al mattino dalle 8.30 alle 12 sono impegnate agli sportelli. E, nel pomeriggio, lavorano alle richieste che arrivano alla casella di posta elettronica ([email protected]), o a quelle accumulate nella mattinata».Riuscire a ricevere tutti i cittadini in tre ore e mezzo è impossibile. E chi ha tempo, conservando il numero, può tornare il giorno seguente. «Chi invece è impossibilitato può lasciare il codice fiscale e passare a ritirare il modello F24 compilato il giorno successivo – aggiungono – Abbiamo dovuto riorganizzarci un po’ perché l’afflusso è veramente alto. Non ce lo aspettavamo». Usufruendo dell’ufficio Imu/Ici del Comune infatti, il conteggio è gratuito. Rivolgendosi ai Caf si paga invece fino a 50 euro per avere il modello F24 compilato correttamente. «Stiamo cercando di fare del nostro meglio, anche perché la gente non sa davvero cosa fare. C’è molta confusione sulle detrazioni e su cosa sia in realtà questa nuova imposta municipale unica». In effetti, rispetto alla vecchia Ici, sono molti i cambiamenti
introdotti. Per le assimilazioni ad abitazione principale, per esempio, nel regolamento sono state inserite solo le unità immobiliari possedute a titolo di proprietà o usufrutto da soggetti anziani o disabili residenti in istituti di ricovero o sanitari e da cittadini italiani residenti all’estero. È cambiata anche la normativa per i rimborsi sui terreni inedificabili, che non saranno più dovuti, e per gli enti non commerciali. Novità anche per le pertinenze: può essere considerata tale una sola unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, e cioè un box, una cantina, una tettoia. Per le altre si paga l’aliquota del 7,6 per mille. «Quello che crea maggior confusione e che lascia tutti un po’ spaesati è l’immobile dato in uso gratuito ad un parente».«Prima era assimilabile all’abitazione principale e quindi si pagava l’aliquota ordinaria. Adesso invece no e si paga come seconda casa, con l’aliquota del 7,6 per mille. Ci sono problemi anche per chi affitta l’appartamento a canone concordato. Dal Ministero non sono ancora arrivati i modelli da compilare. In questi casi quindi chiediamo il contratto di affitto e poi toccherà aspettare il 30 settembre per eventuali conguagli». Un altro dubbio frequente riguarda le detrazioni. «In tanti non hanno capito come funzionano». La detrazione base è di 200 euro più 50 euro per ogni figlio di età non superiore ai 26 anni, «purché abiti o sia residente nell’abitazione principale. Non vale per la moglie, come qualcuno ha sostenuto, e può arrivare fino ad un massimo di 400 euro». Insomma, si preannunciano tempi duri.
s.bartolini
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