Farioli: avanti Busto puoi essere sempre rosa

BUSTO ARSIZIO Riceviamo e pubblichiamo il messaggio del sindaco Gigi Farioli. Il primo cittadino ringrazia tutti coloro che hanno partecipato alla straordinaria giornata di ieri con il Giro d’Italia.

«Carissimi,
scrivo queste righe solo qualche ora dopo la partenza da Busto Arsizio della tappa del Giro d’Italia.

Sento la profonda esigenza di far giungere immediatamente, come ho già cercato di fare oggi a tutti coloro con i quali ho avuto il piacere di interloquire, il grazie profondo, sincero, totale, partecipato, a tutta la Città, per lo straordinario esempio e l’eccezionale risposta che ha saputo offrire a tutti gli ospiti.

Straordinario esempio ed eccezionale risposta certificati tra l’altro dagli organizzatori della RCS, ai quali anche va il mio ringraziamento per la disponibilità avuta nei confronti di tutte le esigenze che abbiamo voluto loro manifestare ed esigere.

E’ un grazie declinato e personalizzato per ogni persona, famiglia, ente, società, associazione, commerciante, artigiano, sportivo, volontario che ha collaborato, suggerito, partecipato, consentito, uno spettacolo corale unico e speriamo non irripetibile. L’entusiasmo e la passione che hanno coinvolto conoscenti e sconosciuti, amici ed indifferenti, appassionati e agnostici, sono parsi incontenibili. E sono parsi incontenibili non tanto e non solo nella giornata di ieri, ma anche, in un crescendo inimmaginabile, in tutti i giorni che hanno caratterizzato la marcia di avvicinamento.

Un entusiasmo e una passione che hanno voluto dire per i più anziani rinnovare le gioie, i ricordi, gli hobby, il tifo, che si era molte volte ammantato di nostalgia o di abbandono. Entusiasmo che ha superato diffidenze e silenzi degli sportivi di specialità tra loro lontane e di società spesso antagoniste. Entusiasmo e passione che hanno permesso ad associazioni di essere ancor più consapevoli della necessità di un dialogo e di una collaborazione a 360 gradi. Entusiasmo e passione che hanno trascinato a lavorare e progettare insieme imprenditori, artigiani, commercianti, spesso abituati all’individualismo e alla diffidenza.

Sì, posso davvero affermare con convinzione e senza concessioni, né all’ipocrisia né alla retorica, che ieri è stato insieme un punto di arrivo di una fatica comune e un punto di partenza, non solo per la settimana decisiva del Giro, ma per un rinnovato e partecipe entusiasmo cittadino.
Certo, è vero che quando con le vene dei polsi tremanti accettai la sfida, condizionandola, l’agosto scorso, lo feci sperando che fossimo all’altezza, consapevole che in un periodo di crisi così drammatica avrei dovuto abbattere i costi, limitare le spese, attrarre più contributi personali ed economici possibili, trasformare questa sfida in opportunità di crescita.
Certo, quando lanciai insieme con pochi collaboratori, l’idea di una rete coinvolgente, di una primavera della città e di Busto Arsizio, era ancora inverno. Ma già si parlava di crisi strutturale, lo spread, parola fino ad allora sconosciuta, era diventato pane quotidiano.

E per di più pane salato ed indigesto. Il Comune incominciava a fare i conti con le scelte pesanti del nuovo governo, l’IMU stava diventando l’angoscia di tutti.

Sì, era davvero difficile pensare che ce l’avremmo fatta a mantenere, anzi, raddoppiare le iniziative, riducendo drasticamente la spesa pubblica. Sì, era difficile prefigurarsi un futuro così come l’avevamo sognato in agosto.
Eppure oggi posso affermare, nonostante il freddo di una giornata dalle caratteristiche meteorologiche impensabili, che tutto è andato al di là delle più rosee aspettative.

Più di trentamila persone per le strade della città, decine e decine di manifestazioni pubbliche di cui protagonisti, attori, fruitori, sono stati prevalentemente le associazioni e i cittadini che si sono via via affiancati a quest’impresa. Riflessioni ed accordi con il mondo delle scuole, per la tutela della produzione e del made in Italy, l’ampliamento della rete del PoloTexSport, centinaia di commercianti che hanno addobbato vetrine, predisposto offerte, inventato menù, praticato sconti, decine e decine di associazioni di volontariato che si sono offerte e messe in gioco, decine e decine di società che hanno collaborato, offrendo e senza nulla chiedere, oltre centocinquanta volontari che sono scesi in strada accettando di consentire ad altri, a famiglie intere, di godere di uno spettacolo.

Non voglio ricordare tutti i momenti di questi mesi, alcuni destinati a rimanere unici ed irripetibili, altri che saranno patrimonio dell’emozione, del cuore e dei ricordi di ciascuno. Ma posso dire che quando attraverso i media e soprattutto in tutte le occasioni pubbliche e nella sala Tramogge già allora gremita affermai con entusiasmo e, lasciatemelo dire, con coraggio, che avremmo dovuto vincere la sfida, non solo nel nome di Fausto Coppi, ma anche in quello di Enrico Dell’Acqua, stringendoci e lavorando tutti insieme, non avrei mai potuto immaginare quanto davvero è avvenuto.

E allora non è stata una parola solo d’auspicio il ricordare come l’entusiasmo e il lavorare insieme potessero trasformarsi in una sorta di proiezione esponenziale. Tutto è andato oltre le più rosee aspettative. Nonostante tutto, nonostante le piogge torrenziali, nonostante i molti problemi, la primavera di Busto pare arrivata.

Dobbiamo ora imparare a non disperdere i molti segni di questo lavoro comune, facendo tesoro dei molti errori e delle tante imperfezioni che ci hanno accompagnato. Ma soprattutto sfruttando l’abbrivio di questo entusiasmo e di questo successo per porci subito nuovi traguardi. Il mio grazie giunga come una calorosa stretta di mano a ciascuno di voi. Chiedo scusa sin d’ora a tutti coloro a cui non riuscirò a dedicare la giusta attenzione, così come a tutto coloro i quali possiamo aver generato disagio, o di cui possiamo aver deluso le aspettative.

Nel mio cuore, nei miei occhi, nella mia testa, rimangono i tanti occhi, gli infinti gesti, la grande voglia di lavoro, entusiasmo, collaborazione, che cercherò di conservare con religioso rispetto. Insieme con la bandiera rosa di seta consegnatami da RCS. E con la targa che alcuni dei collaboratori a nome di tutti hanno voluto consegnarmi sotto il tendone del quartier tappa. 
Un abbraccio forte caldo e sincero.
Avanti così, a presto.»

Gigi Farioli

m.lualdi

© riproduzione riservata