VARESE Un fiore, un fiocco o un fazzoletto bianco da indossare ogni mattina, da oggi e per tutta la settimana, in segno di solidarietà alle vittime dell’attentato di Brindisi in cui sabato mattina è rimasta uccisa Melissa Bassi, studentessa di appena 16 anni.Questo il simbolo scelto da alunni e insegnanti delle scuole di Varese assieme al coordinamento provinciale dell’associazione Libera contro le mafie che domani mattina, alle 8, si sono dati appuntamento in piazza Repubblica per una manifestazione simbolica, di un’ora soltanto, per ribadire il loro impegno per la legalità contro la criminalità organizzata e contro ogni forma di violenza.Già sabato pomeriggio centinaia di persone sono scese in piazza a Varese, come in decine di altre città d’Italia, dando vita a un corteo spontaneo per le vie del centro, cui ha partecipato anche il questore Marcello Cardona.Questa mattina invece la mobilitazione parte dalla scuola, l’istituzione forse più sconvolta dall’attentato di Brindisi perché mai prima d’ora era stata presa di mira dalla strategia della tensione. Bandiere a mezz’asta per il lutto nazionale di tre giorni in onore di Melissa, mentre la Consulta provinciale degli studenti propone di iniziare la mattinata osservando un minuto di silenzio.«Quest’anno abbiamo lavorato molto sulla legalità e i miei studenti erano sconvolti sabato mattina –
racconta Lella Iannacone, coordinatrice dello sportello scuola volontariato – Me l’hanno raccontato con degli sms in cui chiedevano spiegazioni, notizie più precise. É un fatto gravissimo». Alcuni ragazzi poi sono scesi in piazza sabato pomeriggio grazie al passaparola girato via telefonino. In mano una candela bianca. «Quando è arrivata la notizia in classe eravamo scioccati, paralizzati – racconta Luca Napoli della terza G del liceo classico Cairoli – Abbiamo provato a parlarne in classe con gli insegnanti, ma anche loro erano poco informati, era appena successo. Sapevamo solo che era scoppiata una bomba davanti a un istituto superiore». Niente connessione internet per i ragazzi. «Le notizie arrivavano frammentate, dai telefoni – spiega Pierfrancesco Pirelli, della stessa classe – poi quando siamo arrivati a casa in tv c’erano i soliti programmi, solo Rai3 e La7 hanno fatto degli speciali per cercare di capire cosa sta succedendo».Da lì la decisione di mobilitarsi. «Speriamo che in settimana gli insegnanti ci diano la possibilità di parlarne in classe», si augura Antonella Innocenzio, studentessa della terza D. Per loro partecipare alla manifestazione di domani sarà difficile: «Tutte le terze hanno in programma la simulazione della prima prova dell’esame di Stato – spiega Irene Vanacore, studentessa – la scuola dovrebbe mostrare abbastanza sensibilità da rimandare».
s.bartolini
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