PARIGI Si chiama A2 KidsAlert e assomiglia a un semplice portachiavi. In realtà, agganciato allo zainetto di scuola, il gingillo, dotato di un codice a barre, si trasforma in un sistema di controllo automatico e immediato per “rintracciare” i pargoli all’uscita di scuola. Il ritardo di una babysitter, la distrazione di un genitore, la “fuga” di un ragazzino: se il codice a barre non viene flashato all’orario previsto, automaticamente scatta l’invio di un sms sul cellulare dei genitori.
In realtà, spiega le “Figaro” online, l’A2 Kids Alert, più che per “controllare” gli scolari, è stato ideato per verificare gli orari effettivi di lavoro delle babysitter incaricate di recuperare i bambini a scuola. Non a caso è l’evoluzione di un’applicazione sviluppata dalla società A2micile per consentire alle aziende di controllare gli orari di “lavoro da casa” dei dipendenti.
Nemmeno a dirlo, lo zainetto con codice a barre non raccoglie l’unanimità dei genitori. Controlli polizieschi, mancanza di fiducia, esagerazione, lamentano alcuni. Variante indolore di cellulari o videocamere di sorveglinaza nelle stanze dei ragazzi, secondo altri. Certamente un modo più “trasparente” per retribuire le babysitter, conclude le “Figaro”.
a.cavalcanti
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