Roma, 18 apr. (TMNews) – All’indomani del blocco francese al traffico ferroviario proveniente dall’Italia, la dialettica fra Roma e Parigi rimonta fra le prime notizie dei siti d’Oltralpe. “Francia e Italia sull’orlo di una crisi di nervi” riassume l’edizione online di LE POINT, secondo cui “il blocco dei treni a Ventimiglia non è che l’ultimo episodio di una crisi che oppone” le due capitali, “già in disaccordo su dossier internazionali e industriali”.
In vista del vertice a Roma del 26 aprile, “le diplomazie dei due paesi sono al lavoro per appianare le differenze, e sarà fatto tutto il possibile per salvare le apparenze di un’intesa cordiale fra i due paesi” osserva il corrispondente in Italia Dominique Dunglas. Ma per lui si tratterà, appunto, “soltanto delle apparenze”. Il sito del FIGARO insiste che sui treni fermati a Ventimiglia “l’Ue giustifica la decisione di Parigi”. La domanda retorica con cui apre l’articolo è “la polemica si calmerà?”.
“Immigrazione: schiaffo di Parigi a Roma” titola L’EXPRESS, citando l’apertura del quotidiano Repubblica e rimarcando che “la collera italiana traspare oggi dalla stampa” nostrana. Ed è sull’intervista a Repubblica del ministro degli Esteri Franco Frattini che torna il sito di TF1, suggerendo che “sui migranti l’Italia lancia un appello alla Francia per la cooperazione”. “La Francia respinge le critiche italiane” osserva LE MONDE, ricordando come il ministro degli Interni francese Claude Gueant giudichi che il suo governo abbia “rispettato alla lettera gli accordi di Schengen”.
Sempre su LE MONDE, viene pubblicata un’analisi di Fabio Liberti del centro studi Iris intitolata “l’Italia, gli immigrati e l’Unione Europea”. “Silvio Berlusconi e il suo governo – scrive l’analista – sembrano oggi totalmente isolati sulla scena europea, come se gli ultimi scandali che hanno infangato l’immagine del presidente del Consiglio italiano avessero reso definitivamente infrequentabile il suo governo a Bruxelles”.
“Ma al di là delle questioni di condotta – prosegue Liberti – è impossibile non constatare che il concentramento, voluto dal Cavaliere su tre assi – gestione dell’immigrazione (per soddisfare la Lega Nord), sicurezza dell’approvvigionamento energetico e aumento della competitività dell’economia italiana nell’export – abbiano spinto l’Italia a privilegiare relazioni bilaterali con partner poco raccomandabili (Bielorussia, Libia e ben altri) riducendo il suo peso specifico all’interno dell’Ue o della Nato”.
Spr
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