VARESE Giro di vite sui casi non urgenti che ingolfano il pronto soccorso: a partire dal primo giugno il ticket dovrebbe essere esteso anche a quei casi accolti con codice verde che risulteranno bianchi alle dimissioni. In pratica tutti i codici verdi, eccetto alcuni caso specificati con precisione dalla delibera regionale del 9 maggio scorso che però legava l’estensione del ticket a una campagna di informazione tra i cittadini che di fatto non è ancora partita.Era stata sempre la Regione , qualche anno fa, a introdurre il ticket per i cosiddetti codici bianchi, cioè i pazienti che si presentano in Ps lamentando malanni che dovrebbero essere affrontati con percorsi ambulatoriali indicati dal medico di famiglia. Adesso però potrà essere chiesto il pagamento del ticket anche a quelle persone cui in accoglienza era stato assegnato un codice verde, ma che dopo gli accertamenti, al momento della dimissione, dovessero risultare codici bianchi.In pratica dovranno pagare per l’uso del Pronto soccorso tutti i pazienti classificati come codici bianchi o verdi, a meno che non siano esenti o che non rientrino in uno degli otto casi specificati dal la Regione. Ovvero in caso di ricovero o di un periodo minimo di sei ore di osservazione (non di attesa, ma di monitoraggio sanitario costante) e di traumi acuti che hanno comportato una frattura o una lussazione o una distorsione di secondo o terzo grado per cui è stato necessario steccare o ingessare.Esenti anche ferite che abbiano richiesto punti di sutura o applicazione di colla biologica, ustioni gravi o anche di
primo grado ma solo se la loro estensione supera il 18% del corpo. Infine non si paga nel caso di in gestione o inalazione di un corpo estraneo che richieda estrazione strumentale, di intossicazione acuta o di rischio generale in caso di gravidanza e, naturalmente, in caso di invio in Pronto soccorso da parte del medico di famiglia o della guardia medica con esplicita richiesta di ricovero ospedaliero.I codici bianchi e verdi insieme rappresentano l’80% degli accessi al Pronto soccorso di via Guicciardini, struttura che accoglie 66 mila pazienti all’anno, in media 170 al giorno con punte che superano regolarmente i 200 accessi nelle giornate di lunedì. Nel 70% dei casi si tratta di codici verdi (pazienti con lesioni che non interessano funzioni vitali), mentre i codici bianchi si assestano attorno al 15%, una percentuale doppia rispetto alla media lombarda, addirittura tripla rispetto al Sant’Anna di Como.Questo perché due anni fa abbiamo adottato criteri più precisi per la definizione dei codici bianchi» spiega il primario del Ps Francesco Perlasca che con le nuove regole si aspetta un aumento dei codici bianchi sino al 20-30% del totale.L’estensione del ticket è legata ad altri due progetti per la riduzione delle code in Pronto soccorso: l’attivazione di un ambulatorio parallelo per i codici bianchi in entrata gestito da medici di medicina generale, e l’installazione di tabelloni luminosi in sala d’attesa che informino i parenti del percorso seguito dai loro cari (cui sarà abbinato un numero) all’interno del reparto. Il tutto finanziato con 240 mila euro da parte della regione.
s.bartolini
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