Bossi jr adesso rischia C’è chi vuole l’espulsione

VARESE Il fronte maroniano sembra compattarsi in vista del congresso nazionale. Facendo fronte comune contro i “nemici”.È notizia di ieri che da Brescia, i militanti starebbero lavorando per formalizzare la richiesta di espulsione dal partito di Renzo Bossi.Il giovane leghista, figlio di Umberto Bossi, era stato infatti eletto in consiglio regionale nel colleggio di Brescia. Ma la questione dell’espulsione o meno dovrà finire innanzitutto sul tavolo della segrteria provinciale di Varese. Renzo è infatti iscritto alla sezione di Gemonio, e da quando si è dimesso dal consiglio regionale ad aprile risulta un semplice militante. Sebbene l’ultima parola sui provvedimenti disciplinari, nel Carroccio, competa al livello nazionale e federale (nel caso di militanti di lungo corso), le nuove indicazioni del consiglio federale, in questo periodo di interregno in vista del congresso finale del 30 giugno, consisterebbero nel lasciare alle segreterie provinciali

la competenza per le espulsioni. Sicuramente, è difficile che una decisione del genere, per il nome che porta, possa venire presa durante un periodo di commissariamento, come quello che sta attraverso la Lega della provincia di Varese. Più facile che si aspetta la nuova elezione. E anche allora bisognerà vedere se la segreteria provinciale e il direttivo vorranno comunque prendere una decisione che, seppur sostenuta da numerosi militanti, incontra il giudizio negativo di altri. Intanto, sembra che per il congresso provinciale (la cui data rimane ancora un mistero, visto c’è chi vorrebbe anticiparla a luglio e chi invece preferisce settembre) l’area maroniana potrebbe accordarsi su un candidato unico. Al momento le due ipotesi erano il sindaco di Morazzone Matteo Bianchi e il segretario organizzativo Donato Castiglioni. Quest’ultimo, tuttavia, potrebbe fare un passo indietro se verranno rispettati determinati equilibri interni al partito.

s.bartolini

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