Rangoon, 2 feb. (Apcom) – La leader dell’opposizione birmana,
Aung San Suu Kyi, ha auspicato che il segretario generale
dell’Onu, Ban Ki-moon, non si rechi nel Paese fino a quando lei
stessa e tutti gli altri prigionieri politici non saranno
liberati.
Nel corso del colloquio con l’invitato speciale dell’Onu,
Ibrahim Gambari, la leader della Lega nazionale per la democrazia
(LND) ha elencato diverse condizioni affinché possa essere
avviato un dialogo sostanziale con la giunta militare e ha
criticato le recenti condanne pronunciate dai tribunali di
Myanmar (il nome attribuito alla Birmania dai militari) contro
270 dissidenti.
“La signora Aung San Suu Kyi e i membri del comitato centrale
esecutivo della Lnd ritengono che Ban Ki-moon non debba
organizzare un viaggio in Birmania fino a quando U Tin Oo, Aung
San Suu Kyi e tutti i prigionieri politici non saranno liberati”,
ha dichiarato Nyan Win, portavoce dell’Lnd.
In Birmania ci sono 2.000 prigionieri politici; Aung San Suu
Kyi, premio Nobel per la pace, ha trascorso la gran parte degli
ultimi 19 anni agli arresti domiciliari. U Tin Oo, il suo vice, è
agli arresti domiciliari da sei anni.
Gambari, che segue il dossier birmano dal 2006, è arrivato a
Rangoon sabato per una missione di quattro giorni e, secondo
alcune fonti, starebbe preparando il terreno per una eventuale
visita del segretario generale delle Nazioni unite. Ban Ki-moon
era stato in Birmania lo scorso anno, dopo il passaggio del
ciclone Nargis (138.000 fra morti e dispersi) per una visita a
carattere “strettamente umanitario” e non aveva incontrato Suu
Kyi.
Nel corso dell’ultima missione di Gambari in Birmania,
nell’agosto scorso, il premio Nobel si era rifiutato di
incontrarlo, in segno di protesta per la scarsa incisività
dell’intervento dell’Onu nei confronti del regime militare.
(fonte afp)
Fcs
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