Varese, messaggio al campionato Odu e Scapuzzi, che impatto

VARESE Arrembaggio, con il corpo e con la mente. Fabrizio Castori comincia dalla conclusione, dal cambio di passo, da un 3-2 importante messaggio biancorosso al campionato: dove osano le aquile, l’egida generale, «senza perderci d’animo dopo lo svantaggio» quella specifica, fino «all’assedio di Fort Apache degli ultimi minuti».

«Coraggio e volontà» Abnegazione premiata: «Sotto di un gol bisognava giocare il tutto per tutto, dovevamo imporci con questo atteggiamento. Se vuoi fare i playoff devi rischiare. Chiaro, con lo schieramento della fine non puoi farci una partita, ma una fase per rincorrere l’obiettivo sì. Sul 2-2, con cinque attaccanti, non puoi neanche tornare indietro, altrimenti rischi di consegnarti agli avversari». Un Varese-Brescia da mille e una notte, dai mille significati: «Una vittoria del gruppo, di una squadra che l’ha fortemente voluta. E’ un piacere allenare queste persone, è bello trasmettere loro i miei valori».

La partenza a gambero, ha sorpreso ma non steso: «Lo sapevamo… sapevamo che erano forti, soprattutto sulle palle inattive». Proseguendo, altre luci: «Superati anche i punti interrogativi sulla tenuta, il recupero di pochi minuti con il Grosseto non era attendibile». L’impatto di Odu e Scapuzzi, tra poco microfono alla mano: «Eccellente. La partita si prestava anche alle loro caratteristiche, loro sono da metà

campo in avanti. Odu lo si conosceva di più, sono contento si siano apprezzate queste qualità di Scapuzzi». Infine una dedica, Castori a nome del Varese tutto: «A Davide Croci, un nostro tifoso mancato da poco». Era di Casciago e si è sentito male durante lo scorso campionato, appena tornato a casa dal Franco Ossola. Non più ripresosi, è scomparso lo scorso 31 dicembre.

«Dovevo segnare!» Oduamadi, assist con il Grosseto e gol risolutore al Brescia: «Sensazione bellissima, aspettavo da sei mesi questo momento. Prima di entrare il mister mi ha detto “dai Odu, vinci questa partita”: dovevo farlo! Adesso devo pensare a tornare in grado di avere i novanta minuti». La sciabolata dell’urrah: «Ho visto uno davanti a me… dovevo tirare e basta, era troppo importante».

Luca Scapuzzi parla con pacata lucidità, esattamente come gioca: «Difficilmente sono uno che butta via la palla. Nei minuti finali la foga, buttare su la palla, non è il modo migliore di fare gol: grazie all’espulsione avevamo spazi da gestire sulle fasce, la chiave tattica credo stia lì». La prospettiva: «Lotta playoff fino all’ultima giornata, con i playoff da salvare stando sotto i dieci punti. Dobbiamo guardarci dietro ma anche davanti, le tre sopra vanno forte e il rischio c’è».

«Pomeriggio storto» Mister Calori non ha dubbi: «Alla fine, forse, è stato il peggior Brescia dell’anno. Pensare che in parità numerica avevamo in mano la situazione». Dare e avere: «Non mi è piaciuta la distribuzione dei cartellini, è stata condizionante su un episodio riguardante Rea». Provare ma non riuscire: «Ho tenuto i due attaccanti per tenere su la palla, per tenerla lontana. Il campo è stato coperto anche bene. Abbiamo cercato di trovare la soluzione per tenere il vantaggio, ma giocando 50 minuti in 10 ci sta di non portarla a casa contro il Varese, avversario di assoluto livello». Samuele Giardina

b.melazzini

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