Sempre meno fumatoriMa i bimbi sono a rischio

Sempre meno fumatoriMa i bimbi sono a rischio

VARESE Diminuiscono i fumatori ma aumentano i bambini vittime di fumo passivo. Queste le coordinate del tabagismo in provincia di Varese che si prepara ad affrontare la giornata mondiale senza tabacco (domenica) con segnali tanto incoraggianti per la popolazione adulta quanto inquietanti per giovani e giovanissimi.

Se fino a quattro anni fa i fumatori erano in media un varesino su quattro, oggi la percentuale di chi si ostina ad accendere una sigaretta dietro l’altra è ridotta al 22,2%, con uomini e donne egualmente rappresentati. A rivelarlo sono i primi dati elaborati da uno studio dell’Asl di via Otorino Rossi realizzato nel quadro di una ricerca nazionale. «Abbiamo somministrato dei questionari a una serie di persone per valutare le abitudini relative al fumo – spiega la responsabile del dipartimento di Salute pubblica Franca Sambo – scoprendo, tra l’altro, che la percentuale degli ex fumatori, che a Varese sono il 24,4%, ha superato quella dei tabagisti scesi al 22,2% della popolazione adulta, cioè maggiore di 18 anni». Ma c’è di più: tra gli «ex» di Varese ben 9 su 10 hanno smesso di fumare da soli, e cioè senza il supporto di caramelle, gomme da masticare, cerotti, sedute singole o di gruppo da psicologi o agopunturisti. «A dimostrazione che fondamentalmente ci vuole la buona volontà», spiega la dottoressa Sambo introducendo un dettaglio in più: «La fascia di età con meno fumatori e più ex è quella degli over 50 anni, e questo ci induce a pensare che a volte la molla scatenante è l’insorgere di problemi di salute».

Sicuramente una notevole spinta nella lotta contro il tabagismo l’ha data la così detta legge Sirchia, quella che nel 2003 ha vietato il fumo nei locali pubblici e che attualmente viene rispettata nel 91% dei luoghi controllati dall’Asl di Varese. Ma un altro fattore da non sottovalutare, secondo la Sambo, è quello sulla maggiore informazione sui gravi rischi per la salute: «Il fumo di tabacco rappresenta oggi il principale fattore di rischio per una serie di patologie croniche e molto gravi degli apparati respiratorio e circolatorio, oltre ad essere la prima causa del cancro ai polmoni». In più «il fumo di tabacco è il primo fattore di rischio evitabile di morte precoce e di disabilità», conclude secca. «Non abbiamo dati precisi sulle abitudini riguardo al fumo dei ragazzi della provincia di Varese tra i 14 e i 18 anni – ammette la Sambo – ma si tratta della fascia di età

forse peggiore, quella dove avviene il primo contatto con la sigaretta per la stragrande maggioranza degli adolescenti». I dati invece ci sono, e sono tremendi, per quanto riguarda i bambini delle elementari e delle medie, tra i 6 e i 13 anni: «Grazie ai progetti di educazione a stili di vita sani nelle scuole abbiamo distribuito oltre 2 mila questionari. E da qui è emerso che oltre la metà dei nostri bambini sono costantemente esposti al fumo passivo perché in casa c’è chi non rinuncia alla sigaretta», spiega la Sambo precisando che nelle stanze, anche arieggiate, le sostanze tossiche del fumo di tabacco possono rimanere sino a 9 ore, mentre chi fuma fuori dovrebbe aspettare altri 5 minuti prima di rientrare in casa per evitare di contaminare l’ambiente. «I più piccoli risultano esposti a gravi rischi per l’apparato respiratorio come bronchiti, otiti e allergie che genitori e nonni ancora sottovalutano». Lidia Romeo

f.tonghini

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google