Gli equilibri societari del Varese sono in continua evoluzione e cambiano di giorno in giorno. Dal vertice di Napoli, andato in scena lunedì con tutti i soci del club, sono arrivate ulteriori novità che erano nell’aria e che riguardano la distribuzione delle quote societarie.
I napoletani Paolo Vitiello e Raffaele Fabozzi hanno ribadito il proposito di rinnovare il loro impegno nel Varese, incrementandolo di non poco: i due passeranno dal dieci al quaranta per cento, diventando gli azionisti di riferimento, con la maggioranza relativa.
Antonio Rosati potrebbe tenere solo il trenta per cento e la stessa quota andrebbe al nuovo presidente Nicola Laurenza.
Il condizionale rimane comunque d’obbligo visto che Laurenza, sponsor principale dei biancorossi dal 2010, ha già fatto uno sforzo decidendo di acquisire, subito dopo il Consiglio di amministrazione di fine maggio, il dieci per cento e, nella conferenza stampa di venerdì scorso al Palace, ha fatto capire di non poter fare di più.
Rosati rimane in attesa di una risposta della Federazione che deve far sapere se può mantenere azioni del Varese nonostante il recente approdo al Genoa come vicepresidente esecutivo.
Nel caso – più che probabile – di parere negativo, l’ex patron regalerebbe il trenta per cento all’amico fraterno Enzo Montemurro che continuerebbe a fare l’amministratore delegato, con il benestare di Vitiello e Fabozzi.
La carica di direttore generale potrebbe però non essere più di Montemurro, passando a Massimo Carpino, uomo di fiducia del due partenopeo e attuale direttore commerciale.
Proprio lui sta lavorando sodo per trovare nuovi amici per il Varese e ha contatti bene avviati con potenziali sostenitori e sponsor. Inoltre, è in grado anche di vantare un canale privilegiato con il direttore generale dell’Atalanta Pierpaolo Marino, conosciuto ai tempi del Napoli: non una squadra qualsiasi ma quella in cui spiccava Maradona e di cui Carpino era un calorosissimo ultrà, presente su tutti i campi.
Rosati è volato al Genoa, Vitiello, Fabozzi e Carpino hanno il quartier generale a Napoli e i varesini dove sono?
Come al solito faticano a muoversi anche se il club non si stanca di cercarli e oggi nella sede di via Daniele Manin è in programma un incontro con Paolo Maccecchini, che nel 2010 era stato presidente del settore giovanile biancorosso.
La terna napoletana, oltre ad aumentare il proprio peso all’interno del Varese, vorrebbe rispolverare la varesinità, facendola diventare una bandiera. Il progetto è chiaro: dare cariche di responsabilità a vecchie glorie nate in città e con il cuore ancora innamorato dei colori sociali. Il team manager Silvio Papini potrebbe assumere un ruolo ancor più importante e dovrebbe essere affiancato da qualche volto nuovo. Di chi? Noi suggeriamo Bruno Limido, un varesino tosto che di calcio ne sa più di molti altri.
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