VARESE Vittima dell’usura e “beffato” dallo Stato.Succede in provincia di Varese, terra eletta a culla della sicurezza, dove capita che chi sceglie la via della legalità contro l’omertà, ed ha il coraggio di denunciare i propri aguzzini, si ritrova con un pugno di mosche in mano. E al posto del sostegno delle istituzioni, nemmeno una stretta di mano.Questa la triste storia di Mario (il nome è di invenzione, perché il malcapitato non vuole rivelare la propria identità), finito nel giro dell’usura, dal quale è riuscito poi ad emergere grazie soprattutto al sostegno degli Angeli Urbani di Walter Piazza (anche se, ai tempi, si chiamavano ancora City Angels). Grazie a loro ha avuto il coraggio, alla fine del 2006, dopo solo pochi mesi di minacce da parte degli strozzini, di denunciare i criminali, rivolgendosi alla Guardia di Finanza. Ma oggi, a due anni e mezzo di distanza, non è ancora riuscito a farsi riconoscere dallo Stato il diritto ai risarcimenti, previsti con il fondo nazionale di solidarietà, che consentirebbe mutui a tasso zero per le vittime di estorsione. Non solo. Gli strozzini, dopo aver patteggiato, sono stati rimessi subito in libertà. E i soldi che gli erano stati estorti, decine di migliaia di euro, non li ha più visti, perché il tribunale non ha previsto il risarcimento. E per riottenerli dovrebbe intentare causa civile ai suoi vessatori. Come se ciò non bastasse, l’ultima disgrazia arriva dalla sua banca, che dopo un anno di sospensiva del mutuo, previsto per chi è vittima di reati come l’usura, adesso minaccia il pignoramento della casa se non pagherà a breve 16.500 euro.Ce n’è abbastanza per far impazzire un uomo. E Mario, sottoposto a questa pressione, abbandonato dalle istituzioni, che non lo considerano idoneo a rientrare nella categoria di chi può accedere al fondo statale per le vittime di usura, ha già tentato una volta il suicidio.
Per fortuna, prima di cercare di togliersi la vita, ha contattato Piazza per annunciargli il gesto. A sua volta il capo degli Angeli Urbani ha avvertito la Guardia di Finanza, che è riuscita a bloccare l’uomo. Ma adesso teme di poterci riprovare.«Non sono finito nelle mani degli strozzini perché volevo arricchirmi – racconta Mario – come tante persone mi sono trovato in difficoltà lavorative ed economiche. Avevo già un mutuo di 190mila euro per l’abitazione, e io e la mia famiglia ci siamo trovati a dover affrontare una serie di spese straordinarie, tra cui la riparazione dell’auto. Non avevamo altra soluzione che rivolgerci a loro, abbiamo chiesto solo 5mila euro». La cifra, in poco tempo, si è decuplicata. E di fronte alle minacce e intimidazioni di pagamento, Mario si è rivolto per un consiglio agli angeli di Piazza. Loro l’hanno sostenuto e convinto a denunciare gli aguzzini. «Loro e la Guardia di Finanza mi sono stati vicini – dice – ma lo Stato mi ha abbandonato. Io lavoro come cuoco, adesso sono senza lavoro. Sono stato in prova in 6 ristoranti diversi, mi hanno sfruttato per almeno dieci giorni ognuno, e poi mi hanno mandato via, senza pagarmi. Il fatto che sono stato vittima di usura li spinge a non assumermi definitivamente». La situazione famigliare è drammatica. «Mio figlio mi insulta, mia moglie fa l’insegnante e vuole che me ne vada di casa. Che senso ha credere nelle istituzioni, se poi ti abbandonano? Era quasi meglio non sporgere denuncia». L’avvocato Maria Poggio, che lo rappresenta, denuncia le istituzioni. «Non si possono aiutare con i fondi statali solo gli imprenditori che sono in possesso di partiti iva – dice – l’usura è fenomeno in diffusione, che sta colpendo soprattutto privati e lavoratori di ogni settore. La legislazione è ferma a dieci anni fa e le nuove categorie delle vittime non vengono considerate».Marco Tavazzi
e.marletta
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