Un successo di solidarietà e socialità, fors’anche oltre le previsioni: nella serata di domenica è giunta a conclusione la 7ª edizione del Memorial Claudio Meggiorin, tifoso biancorosso lassù dal giugno 2005. Il torneo, parliamo di calcio a sette, ha occupato per una settimana il sintetico Alfredo Speroni del Franco Ossola. L’happening con finalina e finalissima ha raccolto suppergiù 400 persone.
Il successo è andato alla squadra del Bar Cavallotti, che nella gara per l’oro ha piallato 9-0 l’ Officina Fiat Pedetti; per il terzo posto, invece, Evolution ha avuto la meglio sulla Carrozzeria FP, i campioni d’Italia 2013 del campionato nazionale Greov. Premi individuali ai migliori marcatori Luca Fiumicelli (5 gol in finale) e Federico Caon, entrambi del Bar Cavallotti ed entrambi calciatori pro; miglior portiere Davide Gigli in maglia Carrozzerie FP.
Questo il clou sportivo, ma come previsto c’è stato ben altro, a cominciare dalla volontà di fare del bene: il Memorial Claudio Meggiorin, nasce infatti dall’associazione “In Compagnia del Girasole” (incompagniadelgirasole.com), costruita attraverso l’impegno di Elisabetta, la mamma di Claudio. La finalità è operare nel settore dell’assistenza a sostegno dell’età infantile e giovanile: quest’anno il ricavato è andato a un bimbo gravemente malato, che necessita di costose cure: si chiama Jacopo, ha 3 anni e mezzo, e domenica sera, aiutato dal papà, ha partecipato alla partita destinata ai bimbi, in scena nell’intervallo tra le finali.
Elisabetta: «Decine e decine di ragazzini in campo, una scena coinvolgente e bellissima. Jacopo poi mi ha preso il cuore e non solo a me, diventando presto il più coccolato: dolcissimo sentirlo urlare di felicità, semplicemente perché si trovava in mezzo ad altri bambini come lui. Una cosa che noi consideriamo normale, ma che normale non è».
Le premiazioni sono state precedute dalla dedica dei ragazzi della curva: cori, bandiere e fumogeni d’affetto per Claudio, sempre presente nel sentimento di chi gli vuole bene. Altra nota intonata, letteralmente parlando, il trombettista impegnato a eseguire l’inno tricolore nell’introduzione della consegna degli allori: bravi, il senso d’Italia, di comunità, di nazione non è mai frequentato quanto dovrebbe, soprattutto durante tempi così grami.
Poetica e simbolica la chiusura, attraverso il lancio di lanterne cinesi voluto da Elisabetta: «E’ stato un messaggio contro la violenza sulle donne, alcune lanterne sono decollate portando un palloncino rosa, ma ha anche voluto essere una dedica alle persone che hanno dovuto subire un dolore così grande, come la perdita di un figlio. Le abbiamo fatte partire dal centro del campo, tutti vicini: le nostre stelle si sono aggiunte alle stelle del cielo».
Chiude cuore di Elisabetta: «Più passano gli anni e più il torneo per Claudio diventa una festa bella e sentita. Dopo una settimana di organizzazioni e rincorse sono felice e distrutta dall’emozione».
Varese
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