Cape Canaveral (Florida), 29 mag. (Ap) – la capsula Soyuz con a bordo il canadese Bob Thirsk, il russo Roman Romanenko e il belga Frank DeWinne è attraccata alla Stazione Spaziale Internazionale “Alpha”, portando l’equipaggio della Iss a sei astronauti. Un record che verrà battuto anche se solo temporaneamente quando, fra poche settimane, arriverà sulla Iss anche lo space shuttle “Endeavour”.
La missione della Soyuz è entrata nella storia proprio perché per la prima volta non si è trattato di una staffetta fra equipaggi: d’ora in poi saranno sei gli astronauti a bordo della stazione orbitante. Un aumento della presenza umana nello spazio salutato come “una pietra miliare” nello sviluppo della Iss, che dopo i problemi alla flotta degli shuttle aveva visto per lungo tempo i suoi equipaggi ridotti a due sole persone.
Un progresso reso possibile anche da una svolta tecnologica
celebrata alcuni giorni fa da un brindisi doppiamente inusuale a
bordo della Iss: primo perché a base di acqua, secondo perché la
suddetta acqua è stata ottenuta dal nuovo impianto di riciclo
delle urine, dal costo di 250 milioni di dollari.
Il “Water Recovery System” è in realtà al secondo tentativo di
funzionamento: dopo una prima riparazione, i venti litri di acqua riciclata prodotti dalla macchina sono stati riportati sulla terra e analizzati in laboratorio prima che la Nasa autorizzasse l’equipaggio a brindare.
Il nuovo sistema permetterà appunto di raddoppiare il numero di
astronauti di equipaggio, producendo 6,8 tonnellate di acqua
potabile l’anno; inoltre, sarà possibile sperimentare una delle
tecnologie necessarie per le missioni spaziali con equipaggio a
lunga durata, come quelle previste su Marte.
Mgi
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