Resta o se ne va? La palla è passata alle due società

Passano le ore, e la situazione si fa sempre più chiara. Stiamo parlando, ca va sans dire, della telenovela Vitucci: in sospeso tra Varese e Avellino, con un finale tutto da scrivere.

Con buona pace del coach che nei giorni scorsi aveva detto che la questione si sarebbe chiusa nel giro di un paio di giorni, perché tirarla troppo in là sarebbe stato brutto e irrispettoso.

Il problema è che ora la palla è nelle mani delle due società, che dovranno trovare un accordo economico per consentire a Vitucci di uscire dal contratto che lo lega a Varese e firmare con Avellino.

Al momento, le cose stanno così: dopo qualche ora di riflessione e una chiacchierata con la famiglia, Frank ha deciso di accettare il ricchissimo biennale (250mila euro) offertogli dal patron irpino De Cesare. Contratto che al momento lo renderebbe l’allenatore più pagato del campionato italiano. Ma c’è un ma: Vitucci è ancora legato con Varese, per liberarlo Avellino dovrà versare nelle casse di piazza Monte Grappa un buyout sostanzioso.

Sostanzioso, quanto? Ieri mattina c’è stato il primo abboccamento: emissari della società irpina hanno chiamato proponendo una cifra che si aggirava attorno ai 50mila euro, ma l’offerta non è stata presa nemmeno in considerazione. Perché il ragionamento dei vertici varesini è molto semplice: Avellino è diventata di colpo una delle piazze più ricche della serie A, sta pensando di firmare giocatori come Lakovic, Ere e Scekic, sta offrendo a un allenatore una montagna di soldi. Quindi non sarà un problema pagare qualcosa in più per riportare nella terra dei lupi il coach che laggiù chiamano ancora “il sindaco”. 50mila euro sono giudicati pochi: ce ne vorranno tre volte tanto.

La distanza tra domanda e offerta è altissima, quindi la trattativa non sarà breve e nemmeno semplice.

E se restasse?

Nessun problema: Vitucci resterebbe seduto sulla panchina di Varese, comunque felicissimo. Avrà il portafogli un po’ meno gonfio (anche se non è che qui allenerebbe gratis, perché a furia di parlare di contratti da capogiro finisce che si calpesta il valore del danaro), ma la sua professionalità e una serietà mai in discussione gli permetterebbero di lavorare esattamente come ha fatto fino a una settimana fa.

Questa non è una nostra supposizione, ma la situazione attuale: chi scrive che Vitucci è già l’allenatore di Avellino, semplicemente scrive qualcosa di non vero. I rapporti tra il coach di Venezia e la dirigenza biancorossa sono e restano ottimi, perché questa trattativa è stata portata avanti con chiarezza e rispetto.

Abbiamo già scritto di come la società irpina si sia invece mossa con poca correttezza, andando a contattare un allenatore già sotto contratto con altra società. Ma questo è un altro discorso.

E se Vitucci dovesse alla fine partire? Nessun dramma: una società con 100mila euro in più da inserire nel budget saprà trovare il sostituto giusto.

Sono stati fatti i nomi di Frates e Djordjevic, ma al momento il nome più caldo è quello del senese Giulio Griccioli, lo scorso anno a Casale in LegaDue.

Capitolo giocatori? E’ presto: prima andrà definito il tecnico, poi si parlerà della squadra.

La cosa certa è che la società uscirà dal contratto con Talts, ma solo per una questione formale: l’accordo con il giocatore estone verrà ridiscusso, una volta che si conoscerà il nome del nuovo allenatore (che poi potrebbe essere quello attuale: chissà).

Varese forse cambierà pelle ma non cambierà nell’anima.

Varese

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