La scintilla fra il Varese e non è ancora scattata, nonostante i ripetuti colloqui e incontri andati in scena in questi giorni, che sembravano aver avvicinato le parti. È davvero l’ex tecnico del Brescia la persona giusta per la panchina biancorossa?
Per saperlo bisognerà capire anche con quale entusiasmo è disposto a venire a Varese Calori, che ha già rifiutato la proposta della Reggina, perché non si era convinto fino in fondo del progetto del club calabrese.
Lo scoglio più ingombrante rimane, per il momento, quello economico visto che la realtà biancorossa non può permettersi spese folli, dovendo al contrario salvaguardare il bilancio. Calori, che porterebbe con sé due professionisti nuovi, e cioè il suo vice allenatore e il preparatore atletico di riferimento, non vorrebbe scendere sotto i 120mila euro annui. Ma soprattutto insiste per avere un contratto biennale che a Varese è
sempre stato una chimera per gli allenatori. Non l’aveva avuto neppure , artefice del ritorno in B dopo un quarto di secolo speso nelle serie minori. E aveva dovuto sudare parecchio per conquistarsi il rinnovo della fiducia, ottenuto nel marzo del 2012 con un prolungamento saltato solo per la sua scelta di accettare l’offerta del Catania, approdando così in serie A.
Calori, invece, lo pretende perché sa di non aver sfigurato nelle due stagioni in cui è stato al Brescia, dove ha ottenuto un ottavo posto, dopo essere subentrato a , e dove, proprio quest’anno, è riuscito a soffiare al Varese i playoff, venendo però eliminato dal Livorno in semifinale. Trovare l’accordo non è semplice ma neppure impossibile: basta solo un po’ di buona volontà. Certo, la situazione resta ancora congelata e non ricorda per nulla lo slancio con cui Sannino e Maran avevano scelto di sposare subito la causa del Varese: i due erano arrivati a campionato in corso ma non avevano sollevato particolari difficoltà dal punto di vista economico, dimostrando di avere dentro quel fuoco biancorosso che serve per allenare sotto il Sacro Monte.
Oggi sarà una giornata importante anche per definire le comproprietà. L’amministratore delegato e il direttore sportivo saranno a Milano per tutto il giorno, dove hanno molti appuntamenti.
Ai due dirigenti è stato offerto , centrocampista centrale dell’Inter che lo aveva prestato Crotone. Nello stesso ruolo c’è però , reduce da una buona stagione al Pisa – ha anche segnato nella finale dei playoff per la B persa a Latina – e pronto a rientrare a Varese dopo avere accumulato esperienza in Prima divisione. Ma Milanese starebbe tenendo d’occhio un altro giovane interessante: , regista classico del Viareggio che ha avuto per tutta la stagione una media voto molto alta.
Vi ricordate come ha fatto il Varese a iscriversi nel campionato di Eccellenza, nella bollente estate di nove anni fa? Grazie a una folle corsa di una moto che schizzava via veloce nel traffico non passando di certo inosservata per la sua carrozzeria verde oro: i colori del Brasile e di . È stato lui, grande cuore biancorosso, a vincere la gara contro le lancette dell’orologio e a depositare in tempo l’iscrizione del Varese al torneo dilettantistico da cui è ripartito. Ed è stato lui l’illuminato fondatore della scuola calcio biancorossa, innovativa per le sue idee e provocazioni: vi ricordate il cartello dei bimbi che avevano scritto fuori dal loro campetto: «Giochiamo per divertirci»? Da ieri Marco Caccianiga non è più a capo della Scuola Calcio ma si occuperà solo dei progetti dedicati ai bimbi dei primi calci. Il punto di riferimento diventa ora .
VARESE
© riproduzione riservata













