Il Varese ha fatto la scelta che ci auspicavamo da tempo perché ha affidato la panchina a . Manca solo l’ufficialità per l’arrivo in biancorosso del tecnico, nato a Figline Valdarno il 4 settembre del 1969, che deve ancora svincolarsi dal Venezia. L’unico scoglio è proprio il fatto che la recente promozione in Prima divisione, ottenuta nella pirotecnica finale di ritorno vinta 3-2 in rimonta con il Monza, ha fatto scattare il rinnovo del contratto con il Venezia. L’ostacolo non è insormontabile visto che, oltre alla Provincia di Varese, l’allenatore può contare su un altro tifoso molto speciale e influente.
Si tratta di , neopresidente dei biancorossi che è anche diventato azionista di riferimento del club e ieri ha incontrato Sottili: «Mi ha fatto – confessa – un’ottima impressione e, anzi, mi ha ricordato com’ero io 12 anni fa, quando stavo per iniziare la mia avventura da imprenditore».
È questo sostantivo che è venuto in mente al presidente, guardando negli occhi l’allenatore del Venezia: «L’imprenditore è colui che compie l’impresa assumendo il rischio di morire sul campo di battaglia e Sottili mi ha fatto capire che è in grado di esserlo. Ha fame, entusiasmo e con lui è già scattata la magia». Il tecnico è vicinissimo: «La promozione in Prima divisione che ha conquistato con il Venezia gli ha garantito un altro anno di contratto ma se avrà il via libera dalla sua dirigenza saremo felici di accoglierlo a braccia
aperte anche se l’ultima parola spetta a e ». L’amministratore delegato e il direttore sportivo stanno prendendo l’uomo giusto perché Sottili è un tipo da Varese: «Si è mostrato onorato – spiega Laurenza – di diventare il nostro allenatore mentre altri colleghi più affermati, che abbiamo incontrato nei giorni scorsi, pur recependo la bontà del nostro progetto, hanno fatto poco per sposarlo davvero. Sottili ha voglia di mettersi in gioco, ha capito la nostra filosofia e ha la stoffa del vincente perché ha fatto bene nelle piazze dove è stato».
La promozione appena ottenuta con il Venezia è stata una conquista di Sottili che nel campionato 2010-2011 aveva compiuto il suo capolavoro, vincendo la Seconda divisione con il Carpi, in testa per 29 giornate su 30 e inflessibile nel resistere ai tentativi di rimonta della Carrarese. Nella stessa stagione, Sottili ha trascinato il Carpi anche nella coppa Italia di Lega Pro, eliminando in semifinale la Nocerina (poi promossa in B) e perdendo in finale con la Juve Stabia (anche lei passata nel campionato cadetto).
Ora, Sottili deve confermare le sue qualità, proprio in B con il Varese: «La nostra squadra – continua Laurenza – ha bisogno di un allenatore che sappia essere un condottiero dentro e fuori dal campo. Io non voglio addormentarmi a vedere le partite, non mi accontento del pareggio ma pretendo che i nostri giocatori lottino sempre per vincere. In Sottili ho percepito adrenalina e volontà. Ci serve gente che abbia entusiasmo, come ce l’ha lui, e non persone che considerano Varese come una ruota di scorta. Questa maglia merita rispetto e non la deve indossare chi ha le gambe molli ma chi vuole diventare imprenditore: chi è disposto a fare l’impresa e a morire sul campo». Sottili è una scommessa e deve sapersi consacrare: proprio come avevano saputo fare , allenatore del secolo biancorosso, e .
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