Pgt approvato, tra maggioranza e opposizione è muro contro muro. Ecco le posizioni nel dibattito consiliare, al termine della lunga maratona di votazione delle osservazioni. «Facciamo parte della storia di Busto Arsizio» ricorda con «orgoglio» il vicesindaco e assessore all’urbanistica Giampiero Reguzzoni, principale protagonista dal punto di vista politico del lungo iter del Pgt.
Il sindaco Gigi Farioli, che non è mai intervenuto nella discussione delle osservazioni, ha chiuso il dibattito in Consiglio parlando di «un Pgt non ideologico ma pieno di idee», in un momento in cui «occorre innanzitutto ridare fiducia» per rilanciare l’edilizia e l’economia in crisi. «Busto Arsizio – rivendica Farioli – è l’unica città che ha preso sul serio la legge 12 sul governo del territorio». Proponendo ricette ambiziose, che «sarà difficile sperimentare – ammette il sindaco – ma l’alternativa è essere pavidi e inermi».
La maggioranza Pdl-Lega Nord vota compatta. Marco Albertini (Lega Nord) rivendica «la difesa dei nostri commercianti, la tutela del centro storico, gli incentivi alla riqualificazione energetica e l’apertura alla valorizzazione dell’ex Borri». Solo il presidente del Consiglio Diego Cornacchia (Pdl) ammette i suoi dubbi, sulla «mancata previsione della Tangenziale, non più nella misura prevista dal Pgt ma come asse per sgravare la viabilità cittadina» ma anche sulla norma anti-kebab, da cui prende le distanze.
L’ex sindaco Gian Pietro Rossi (Indipendenti di Centro), che ricorda di essere stato «il primo assessore all’urbanistica di Busto all’inizio degli anni ’60», aggiunge il suo voto a quello della maggioranza, anche se «oggi il pane è il lavoro e dovrebbe essere la principale priorità del Pgt». Le opposizioni si schierano per il no al nuovo piano. Il Pd, con Walter Picco Bellazzi, batte ancora sul tasto della «mancata quantificazione dell’invenduto», che renderebbe approssimativa «la valutazione dell’aumento dell’11% della capacità insediativa prevista dal Pgt», mentre Valerio Mariani aggiunge le perplessità sulle «mancate scelte per il futuro della zona industriale». Marco Cirigliano (Sel) e Marta Tosi (Manifattura) contestano la «mancata partecipazione della città al ridisegno del futuro urbanistico», mentre Giampaolo Sablich (5 Stelle) avrebbe voluto che Busto cogliesse la «sfida di un Pgt che imponesse la classe energetica A, e non la C, a tutte le nuove costruzioni».
© riproduzione riservata













