Milano-Varese in mezz’ora “Treni pronti per il 2012”

VARESE Trenta minuti, non uno in più, per macinare su rotaia i circa cinquanta chilometri che separano Varese da Milano, rendere finalmente competitivo il trasporto pubblico, liberare l’autostrada da parte del suo quotidiano caos, migliorare l’ambiente e portare la Lombardia su standard europei. L’idea c’è e sul calendario c’è la data d’attuazione, il 2012: «Ma mi auguro possa avvenire anche prima» spiega l’assessore regionale alle infrastrutture Raffaele Cattaneo, che ieri mattina alle 8.37 in punto ha indossato i panni del capotreno per fischiare la partenza del primo convoglio targato Trenord, la nuova società nata dalla joint venture tra Trenitalia e LeNord. Cinquanta minuti di viaggio da piazzale Trento a Milano Garibaldi, dove è stato accolto dall’amministratore delegato, Giuseppe Biesuz. Non solo un viaggio-passerella per la neonata livrea aziendale ma un’occasione per dare uno sguardo ravvicinato alla vita spesso difficile dei pendolari, ai quali l’assessore preferisce non rifilare sparate elettorali: «Mi do la scadenza del 2012 perché preferisco il “meglio anche se un po’ dopo che il peggio un po’ prima”, la mia non è un’operazione politica di belletto, sono interessato alla qualità complessiva del sistema». E difatti il tutto dovrà avvenire compatibilmente con le disponibilità economiche (calate e potenzialmente a rischio di nuove riduzioni in Finanziaria) e la contestuale gestione di quelle linee ordinarie che forniscono servizi indispensabili per migliaia di utenti ogni giorno. Il “frecciarossa dei pendolari” non dovrà, dunque, trasformarsi in un beneficio per pochi da caricare sulle spalle di tanti. Ragiona Cattaneo: «Far andare un treno da Milano a Varese sarebbe possibile anche oggi ma, se lo facessimo, dovremmo disturbarne una decina di altri in transito sulla stessa linea, cambiandone gli orari e

peggiorandone le prestazioni». Di qui l’impegno a «rivedere progressivamente gli orari per ricavare tracce orarie che portino a Milano in un tempo rapido, 30-35 minuti, ma risultino compatibili con gli altri treni in transito sulla linea». Frattanto l’assessore – che non nasconde la volontà di mettere Varese tra i capoluoghi interessati all’avvio del treno veloce – fa i conti con la realtà: «Nel viaggio di oggi (ieri, ndr) ho trovato un treno adeguato e di livello dignitoso, pur non essendo un convoglio nuovo». Certo l’Europa e i suoi standard qualitativi per ora sembrano lontani: «Arrivarci è il mio obiettivo, seppure lì i costi siano doppi o tripli rispetto ai nostri. Ci vorrà tempo, molto lavoro e grande determinazione, che non mancheranno. Ma se dicessi che, siccome c’è Trenord, tutto da domani funzionerà perfettamente, mi iscriverei d’ufficio alla categoria dei politici millantatori». Realismo anche economico: «Il documento di economia e finanza approvato dal Governo dice che c’è da aspettarsi una nuova manovra correttiva di 35-40 miliardi». Cifra enorme alla luce del fatto che «quella che ha prodotto tante conseguenza fino a oggi ne valeva 24 e sulle regioni ne scaricava quattro». Come dire, «avendo a che fare con cifre nell’ordine del doppio, possiamo pensare che i fondi per il trasporto pubblico aumentino o subiscano ulteriori decurtazioni? Forse è più probabile il secondo scenario». L’unica contromisura possibile resta dunque «un ragionevole aumento delle tariffe, in grado di garantire il mantenimento dei servizi della qualità e supporti per gli utenti quali biglietti integrati e indicatori di qualità». La prima tranche di rincari (+10%) c’è già stata, la seconda (10%) sarà a luglio: «Una strada dolorosa ma necessaria». Destinazione Europa.Sara Bartolini

s.bartolini

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