Ha la pelata di e la parlata di . Di chi stiamo parlando? Facile, di , il nuovo allenatore del Varese. Nella tarda serata di ieri, la società ha ufficializzato così il suo ingaggio: «Il presidente , l’amministratore delegato e il direttore sportivo hanno definito l’ingaggio di Stefano Sottili che, insieme al suo staff, sarà presentato nella prima settimana di luglio. Avrà un contratto annuale».
Dunque, la panchina del Varese è stata affidata a un giovane (compirà 44 anni il 4 agosto) toscano (è nato a Figline Valdarno, in provincia di Firenze) che ricorda due grandi protagonisti della promozione in serie B conquistata tre anni fa: Beppe Sannino (anche lui pelato) e Daniele Buzzegoli (ha il suo stesso accento fiorentino).
La prima impressione della dirigenza biancorossa è stata positiva proprio per l’aspetto di Sottili. Qualcuno si è compiaciuto, notando che il nuovo tecnico è pelato come i predecessori Sannino e Maran. Lui ha risposto con una battuta, sottolineando di avere la stessa testa dei due allenatori-trascinatori.
In effetti, chi ha sentito parlare Sottili confessa di avere avuto una sensazione forte e suggestiva: quella, cioè, di aver di fronte Beppe Sannino.
Le parole rivolte dalla nuova guida dei biancorossi a Laurenza, Montemurro e Milanese sono state le stesse che «l’allenatore del secolo» non si stufava di ripetere quando amava ribadire un concetto necessario: l’inesauribile imperativo di migliorare il proprio lavoro, ogni giorno. Non importa se Sottili impiegherà il 4-3-1-2, il 4-4-2 classico o qualsiasi altro modulo. Le scelte tattiche, comunque decisive e fondamentali per dare organizzazione, sicurezza e personalità alla squadra, ci interessano di meno. Perché quello che importa davvero è che il Varese ritrovi quell’anima che si è smarrita nella stagione appena finita e che, invece, è sempre stata la forza dei biancorossi. Sottili, come hanno fatto Sannino e Maran, punterà prima di tutto sulla compattezza del gruppo e sugli stimoli, e lo ribadirà ai tifosi, appena potrà rilasciare dichiarazioni ufficiali. Cioè dopo la presentazione che andrà in scena nella prima settimana di luglio, quando sia l’amministratore delegato sia il direttore sportivo rientreranno a Varese.
Martedì 28, invece, è fissato l’incontro decisivo per conoscere gli equilibri del Varese che sembrano già delineati ma che vanno stabiliti con certezza davanti al notaio. Il nuovo azionista di riferimento è il neopresidente Nicola Laurenza, che prenderà le quote di maggioranza mentre quelle di minoranza saranno in mano ad .
L’ex patron si è visto ieri nella sede di via Manin da cui è uscito dopo le 15: ha parlato con Laurenza e con il direttore commerciale , che è napoletano come e . Questi due soci devono incrementare le loro quote, passando dal 7,5 al 10 per cento, anche se potrebbero ambire a una fetta ben più pingue.
Quanto grande? L’interrogativo verrà sciolto martedì.
Lunedì è apparsa sul sito del Varese questa notizia, che vi riproponiamo testualmente: «, wyscouting (osservatore capo, ndr) di Varese 1910, ha terminato il Master Uefa Pro, conseguendo brillantemente il patentino di allenatore di Prima categoria, che consente di allenare in ogni serie». Queste poche righe erano accompagnate da una foto gigante in cui Dervishi abbraccia , presidente dell’associazione italiana allenatori. Ieri, dopo solo tre giorni, è arrivato però il divorzio fra Dervishi e il Varese, che non ha rinnovato il contratto all’osservatore, fresco del prestigioso diploma di allenatore di Prima categoria. Una decisione che l’interessato non capisce. E non la capiamo neppure noi: prima, il Varese celebra e rimarca il titolo conseguito da Dervishi, voluto l’anno scorso dal d.s. Milanese, e subito dopo lo silura neppure con un appuntamento ma comunicandogli la notizia con una telefonata.
Un peccato per la società, che ha perso anche : il preparatore atletico che ha vinto quest’anno il cronometro d’oro è passato al Verona di .
Varese
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