«Viviamo nel bunker antiaereo Non troviamo lavoro né casa»

«Viviamo nel bunker antiaereo
Non troviamo lavoro né casa»

Manuel ha 42 anni ed è di Castronno, Clara ne ha 34 e viene da Bergamo. I due sono innamorati e dormono nel rifugio anti aereo dei Giardini Estensi da un mese: sono stati sfrattati dall’appartamento di Castronno perché non più in grado di pagare l’affitto.

Ad accorgersi di loro, le Guardie Ecologiche Volontarie durante un giro di “perlustrazione” all’interno dei Giardini mercoledì notte.

«Non troviamo lavoro – spiega Manuel – io facevo il muratore e quando ho perso il lavoro non sono più riuscito a trovare altro. Clara faceva l’impiegata, ma anche per lei le cose non sono andate bene e ora il periodo non è certo dei migliori».

Per qualche mese, i due sono stati aiutati dai genitori di lei, poi il papà di Clara si è ammalato e la famiglia non è più in grado di sostenerli economicamente. Così, ora la coppia si trova in mezzo a una strada. «Abbiamo trovato il rifugio antiaereo, ci sembrava un posto sicuro. Nelle stazioni e nei luoghi frequentati dai senza tetto ci sono un sacco di stranieri e per Clara potrebbe esse pericoloso».

La coppia si barcamena tra i frati della Brunella, dove sfruttano anche la possibilità di farsi la doccia, e le suore di via Bernardino Luini.

Ma per loro, il rischio è dietro l’angolo. Con un passato di tossicodipendenza e il vagabondaggio la tentazione di ricadere nella droga potrebbe, prima o poi, avere la meglio sulla volontà di continuare a proseguire sulla retta via.

«Chiediamo solo di poter stare insieme e avere un aiuto a trovare un alloggio e un lavoretto, prima si riusciva a recuperare qualcosa in nero: ora niente».

A raccogliere i numeri di un fenomeno che sembra inarrestabile, ma soprattutto in crescita anche nella Città Giardino sino ad oggi pensata come un’isola felice, è il Codacons che mette in evidenza come l’11,1% delle famiglie varesine siano relativamente povere mentre il 5,2% lo siano in termini assoluti.

Entrando nel merito delle tipologie familiari che versano in condizione di fragilità, il dato mette in evidenza come l’incidenza della povertà relativa aumenta dal 40,2% al 50,7% per le famiglie senza occupati né ritirati dal lavoro e dall’8,3 al 9,6 per le famiglie con tutti i componenti ritirati dal lavoro, anziani soli e in coppia.

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Valeria Deste

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