Confische, la mafia a Varese è un’«agenzia immobiliare»

VARESE Se la criminalità organizzata fosse un’agenzia immobiliare, in provincia di Varese avrebbe potuto disporre di un patrimonio di quasi 80 tra box, abitazioni, terreni e fabbricati. Tanti sono i beni confiscati alla mafia (o meglio alle organizzazioni criminali, visto che non sempre c’è l’associazione mafiosa) sul territorio: la metà sono già stati consegnati a enti pubblici, il resto è gestito dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

I numeri sono quelli ufficiali della struttura che fa capo al ministero dell’Interno, creata per velocizzare la consegna a Comuni, Province o forze dell’ordine dei beni tolti alla “mala”. I beni immobili confiscati e già consegnati ai loro destinatari finali nel territorio che fa riferimento a Varese come capoluogo sono 39 (con altri tre appena usciti dalla gestione dell’Agenzia). Sono soprattutto box, ma anche appartamenti e ville: il settore immobiliare è il comparto che più di ogni altro viene utilizzato per riciclare i soldi che vengono da droga, usura, estorsioni, truffe e chi più ne ha più ne metta. Nella lista non mancano locali, terreni, posti auto, cantine. Una caratteristica che non cambia se si passa ad analizzare i beni confiscati ancora in gestione dell’Agenzia nazionale. Qui Varese e circondario arrivano a quota 37. Si tratta sempre di box, case, locali che però per un motivo o per l’altro, non sono stati ancora dati agli enti che li utilizzeranno a causa di un’ipoteca o del fatto che sono abitati da persone che pagano un regolare affitto, ignare delle malefatte dei loro padroni di casa. Circostanze che non permettono di disporre subito del bene, ma che costringono a procedure a volte complesse per “liberarlo” tenendo conto degli interessi, leciti, di chi ha a che fare con l’appartamento o il garage senza essere invischiato nei loschi affari di chi se lo è comprato.

C’è anche una terza categoria di beni, anche se, almeno per il momento, i numeri non sono particolarmente significativi: le aziende. Quelle confiscate e consegnate in provincia di Varese sono tre, società in accomandita semplice. Ragione sociale: attività immobiliari, di noleggio, informatica e ricerca servizi alle imprese.

L’ultimo dato riguarda la distribuzione geografica: molte delle imprese, dei beni consegnati o non ancora affidati agli enti che dovranno utilizzarli si trovano nella Città giardino (39 in tutto) ma è tutto il territorio a essere interessato. Subito dopo vengono Busto (7 beni), Castiglione Olona (6), Uboldo (5), Luino, Somma, Cassano, Castellanza, Caronno Pertusella, Marchirolo, Sumirago e altri ancora.

Tra i beneficiari delle confische spiccano i Comuni, destinatari in 22 dei 39 casi di confische andate a buon fine, seguiti da ministero dell’Interno, Guardia di Finanza, Corpo forestale dello Stato, Provincia. Probabile che sia la punta di un iceberg. Se lo Stato è riuscito, grazie a carabinieri, poliziotti, finanzieri e magistrati a togliere alla criminalità una tale quantità di beni, verosimilmente ce ne sono altri non ancora individuati. Di certo il numero di beni inseriti nella statistica è aumentato. Nel 2010 l’Agenzia parlava di 46 box, appartamenti e locali. Oggi sono 79.
Paolo Rossetti

s.bartolini

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