Varese – Il mondo delle cooperative e dell’impresa sociale è un pilastro dell’economia varesina, soprattutto in questo momento di crisi globale. A due anni dagli stati generali del settore, ieri pomeriggio alle Ville Ponti, la Camera di Commercio di Varese ha organizzato un convegno su cooperazione, impresa sociale e lo sviluppo possibile anche nella nostra provincia.
«L’ambito cooperativo – ha detto in apertura il presidente Bruno Amoroso – occupa un posto sempre più rilevante anche in provincia di Varese, svolgendo una funzione sociale estremamente qualificata, di grande importanza soprattutto in questi tempi di crisi economica». Sono i numeri a confermare il buono stato di salute del mondo cooperativo, che tiene meglio rispetto ad altri settori dell’economia varesina. Le cooperative attive in provincia sono 862, per un totale di circa 10 mila occupati, a cui aggiungere un migliaio di collaboratori. Il numero delle cooperative in provincia di Varese “pesa” però solo per il 4% rispetto al totale regionale. L’impresa sociale, nonostante la congiuntura negativa, mostra evidenti segnali di vitalità sul territorio. Nell’ultimo quadriennio, le cooperative sono cresciute di numero nell’ordine dell’8.2%, del 4.7% se consideriamo solo l’ultimo biennio, contro una media dell’1.8% che considera tutta l’economia varesina. Tiene il fronte dell’occupazione, dove dal 2007 al 2010 si è registrato sì un dato negativo (meno 0.7%), che è però meno negativo rispetto al dato di tutta l’economia, il quale ha fatto segnare un meno 3.9.
«Sono aumentati gli impiegati – ha sottolineato l’economista Pietro Aimetti del gruppo Clas – e sono diminuiti operai e personale generico; il mondo cooperativo è dinamico, con un significativo numero di nuove nascite e di opportunità occupazionali». La dinamica maggiormente positiva è quella fatta registrare dall’assistenza sociale. Quasi il 20% dei dipendenti delle cooperative è un
lavoratore immigrato. «La componente di lavoratrici femminili nel settore è del 60% contro il 40% di maschi, esattamente la proporzione opposta rispetto a quella dell’economia privata» ha osservato Aimetti. «Per crescere – ha detto Claudio Marelli, presidente di Confcooperative Varese – le imprese sociali hanno bisogno anche della collaborazione degli enti pubblici che spesso non c’è».Matteo Fontana
p.rossetti
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