Recalcati insegna alle imprese «Le aziende facciano squadra»

Recalcati insegna alle imprese «Le aziende facciano squadra»

Varese – Il gioco di squadra è tutto, sia sui campi sportivi che in azienda. Gli atleti, così come operai e impiegati, sono coloro che fanno la differenza. Sono loro il capitale su cui si deve investire. Anche quando la squadra non vince. Anche quando la crisi economica scoraggia qualsiasi spesa per corsi di formazione o attività di team building.Se ne è parlato nel corso del convegno «Da risorse umane a persone. Come il marketing interno può salvare un’azienda». Un vero e proprio workshop organizzato ieri a Ville Ponti dall’agenzia per il lavoro Etjca e dal consorzio Varese nel Cuore.

Anche se è ritenuto importante, investire nelle risorse umane è qualcosa che fanno ancora in pochi. Per fortuna, però, anche a Varese qualcuno crede nell’importanza delle persone che sono un vero e proprio capitale.Un esempio è l’imprenditore Riccardo Polinelli. La sua attività è iniziata nel 1977 con la Polinelli occhiali. Un’impresa il cui core business era la vendita di occhiali, a cui successivamente si è aggiunta un’azienda per la produzione, la Lem. Recentemente Polinelli ha aperto anche il ristorante La Bottega Lombarda. «Il mio successo si deve alle persone, impiegati, operai, cuochi, camerieri che siano – spiega Polinelli – Ho sempre investito su di loro. Questo perché credo che ogni lavoratore abbia una potenzialità che l’azienda può aiutare a far crescere. Chi non si occupa di questo aspetto non va lontano perché non fa crescere il capitale umano».Un segreto per il successo è quello di considerare l’azienda come una famiglia, lavorando per creare un clima positivo. «Il lavoro non termina alle 18, ma è qualcosa che fa parte della vita – dice Polinelli – Da qui l’importanza di dare ai dipendenti eventi che facciano crescere il senso di appartenenza all’azienda, come feste a cui partecipare con i figli o cene per stare insieme». Se un’azienda costruisce una bella realtà lavorativa chiama a sé i lavoratori migliori, cosa che la fa crescere ulteriormente in prestigio e produttività.

Ci sono poi casi in cui il successo di un’azienda è scritto già dal nome. È il caso della birra Carlsberg, il cui nome deriva da «Carl», il figlio del fondatore del birrificio. «Questo esprime la missione della nostra azienda che è guardare al futuro – dice Angelo Viti, HR & Legal Affairs Director Carlsberg Italia- Produciamo birra al massimo grado di perfezione, a prescindere dall’immediato profitto. Guardiamo la qualità, così si va avanti. Credendoci tutti, come una squadra».Angelo Viti afferma che il personale, con la capacità di impegnarsi per la società e di lavorare insieme, è stato la forza dell’azienda. Che, con una visone comune, è riuscita a superare una importante fase di ristrutturazione.

Sono solo belle parole? Molti industriali alle prese con un bilancio che non torna verrebbe da dire che la realtà va in un’altra direzione. Pochi considerano il valore del marketing interno, ovvero di quel complesso di attività che sono utili a motivare il personale, a portarlo a dare il meglio di sé. «Eppure se le aziende vogliono raggiungere gli obiettivi prefissati allora devono coinvolgere il personale – dice Piero Almiento, consulente marketing consorzio Varese nel Cuore – Le persone danno il massimo quando c’è interesse nei loro confronti. Il personale deve essere il primo cliente dell’azienda, solo così si costruisce una strategia condivisa dove ognuno fa la sua parte». Una strategia che può davvero aiutare tutti a uscire dalla crisi.
Tra i relatori deloo workshop c’era anche il coach della Cimberio basket Carlo Recalcati che ha spiegato quali sono i principi su cui si fonda il gioco di squadra in azienda come nello sport: obiettivi chiari e fiducia reciproca e non rinunciare mai a porre i rimedi per raggiungere la vittoria.
Adriana Morlacchi

p.rossetti

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