La crisi morde e l’evasione cambia: «Non solo: è fondamentale concentrare l’attenzione su fenomeni connessi alle difficoltà economiche in cui molti versano. Usura e infiltrazioni criminali nel tessuto produttivo sono figlie delle crisi».
È il colonnello , comandante provinciale della guardia di finanza, a lanciare l’allarme nel giorno in cui si celebrano (con austerità e cerimonia a porte chiuse) i 239 anni di fondazione del corpo.
Morelli fornisce qualche dato: «Nei primi cinque mesi del 2013 abbiamo sequestrato beni ad evasori fiscali per quasi 32 milioni di euro – ha spiegato – Aggredire i beni di chi froda lo Stato è un metodo estremamente efficace sia sul fronte repressivo che su quello preventivo e consente un risarcimento all’erario».
Morelli però precisa: «Con la crisi che mette in difficoltà decine di aziende è logico pensare che il gettito dell’evasione scenderà esponenzialmente alla produttività e di conseguenza ai ricavi delle attività. Esiste però una sacca sempre verde: quella degli evasori totali».
Ed è lì che dobbiamo concentrarci: persone completamente sconosciute al Fisco che per anni hanno operato senza versare un euro di quanto dovuto allo Stato».
Il dato relativo al 2012 è impressionante: il numero di evasori totali è quadruplicato in 12 mesi passando dai 70 scovati nel 2011 ai 319 individuati in provincia di Varese nel 2012. Un evasore totale al giorno. Ingente anche la cifra intercettata e sequestrata in quanto oggetto di riciclaggio: 51 milioni di euro in cinque mesi.
«Altra considerazione – spiega Morelli – La crisi ha quale conseguenza un divario molto ampio tra chi possiede del denaro, molto denaro, e chi invece non ne ha. In questo secondo caso il numero è in crescita e con l’aumento di chi ha necessità di liquidità crescono i casi di usura».
«Chi ha molto denaro lo investe prestandolo a tassi molto elevati a chi non ha può possibilità di ottenere credito da banche o finanziarie». E aumenta anche il rischio di infiltrazioni: «L’imprenditore in difficoltà potrebbe aprire a finanziatori che hanno necessità di investire fondi illeciti proprio per riciclarli».
Questo sul fronte della grande o media industria ma la crisi si fa sentire anche sulle piccole attività commerciali. In cinque mesi i militari delle fiamme gialle hanno eseguito 4.200 controlli su tutto il territorio a carico di esercizi commerciali: il 37,7% degli scontrini controllati è risultato irregolare.
In tre anni il numero di scontrini furbetti è praticamente raddoppiato, come in aumento costante è il numero dei lavoratori in nero scovati: 1.403 persone non in regola scoperte in cinque mesi. Nella maggior parte operavano in cantieri, ristoranti e locali pubblici.
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