«Tagli a postini e a zona dei recapito» E la lettera rischia l’effetto-lumaca

«Tagli a postini e a zona dei recapito»
E la lettera rischia l’effetto-lumaca

Meno postini e tagli delle zone di recapito in provincia di Varese, così la posta lumaca non potrà certamente velocizzare il passo.

«Per carità, nessun licenziamento, ma le ripercussioni ci saranno, eccome», commenta , segretario provinciale della Uil Poste di Varese, unica sigla ad aver rifiutato la firma dell’accordo sia a livello regionale che nazionale. «La situazione non potrà che peggiorare, si passerà dagli attuali 475 postini a 427. È il motivo principale per cui non abbiamo siglato l’accordo che prevede solo tagli, nessun investimento e pesanti conseguenze su un servizio che già non funziona per carenza di personale», afferma il sindacalista. Se già ora, in molti casi, vengono recapitate bollette addirittura scadute, il futuro non sarà più roseo.

«Dismissione annunciata»

«Non condividiamo questo disastro e non vogliamo diventare complici di una dismissione annunciata» spiega Ceranto. «Il recapito in Poste Italiane va rilanciato con investimenti che prevedano sviluppo, non con tagli lineari».

Poste Italiane ha deciso il giro di vite motivandolo con la diminuzione del volume di lettere e corrispondenze varie (- 25 % secondo i dati aziendali).

Nel Varesotto, i cambiamenti in programma nei prossimi mesi toccheranno un po’ tutto il territorio provinciale: a Varese, le attuali 91 (73 più 18) zone di recapito, diventeranno 82 (quindi, di pari passo i postini).

Carichi di lavoro già elevati

Busto Arsizio avrà sette postini in meno; Gallarate perderà sei postini; Luino e Saronno perderanno cinque zone di recapito ciascuno; quattro zone di recapito e relativi postini saranno tagliati a Tradate e Laveno Mandello; a Sesto e Induno ci saranno tre postini in meno; anche a Somma taglieranno due zone.

«In questi Centri la situazione sarà la peggiore perché il personale non riusciva già a far fronte ai carichi di lavoro e, in molti casi, il clima tra i postini é di disagio», rileva Ceranto.

Con l’accorpamento degli uffici recapito, aumenteranno le distanze per le consegne e i postini saranno costretti a gestire aree più ampie.

«Ci opporremo – fa sapere il sindacalista – perché per i portalettere significherà dover macinare chilometri per rifornirsi di posta, proprio mentre aumenteranno i carichi di corrispondenza da distribuire. Saranno messi nell’impossibilità di consegnare la corrispondenza nei termini previsti dalla legge». Insomma «si rischia il caos totale e a farne le spese saranno i cittadini e i lavoratori».

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