Gli orti anti crisi? A Busto fanno boom

Boom di richieste per gli orti anticrisi, Agesp Servizi è pronta a mettere a disposizione appezzamenti di terreno di proprietà comunale. Le famiglie bustesi potranno coltivare ortaggi per combattere il carovita. Si parte a Borsano, Sacconago e Beata Giuliana.

Manca solo il via libera dell’amministrazione comunale, secondo quanto riferisce Agesp Servizi, la ex municipalizzata guidata da Paola Reguzzoni, che è il braccio operativo patrimoniale di Palazzo Gilardoni. Agli uffici della società sono già pervenute «numerose richieste da parte di privati cittadini interessati ad appezzamenti di terreno da adibire ad uso orto per consumo famigliare». Nel patrimonio pubblico del Comune di Busto Arsizio, gestito da Agesp Servizi, sono altrettanto numerosi i terreni frammentati e di non semplice conservazione che allo stato attuale sono privi di destinazione. Ecco perché Agesp Servizi ha proposto all’amministrazione di istituire un bando ad hoc per l’assegnazione degli orti, che prevede di concedere ai cittadini residenti a Busto (con determinati requisiti di reddito) «l’opportunità di poter usufruire, con un contratto di locazione, di appezzamenti di terreno – con dimensioni comprese tra gli 80 e i 120 mq – da utilizzare per la coltivazione di ortaggi per produzione e consumo famigliare». In una prima fase verrebbero assegnati 50/60 appezzamenti di terreno, nei tre quartieri cittadini di Borsano, Sacconago e Beata Giuliana, per poi allargare il progetto a tutta la città.

L’iniziativa di Agesp Servizi, in attesa dell’autorizzazione da parte dell’amministrazione comunale, non è da confondere con il progetto dell’oasi ambientale di via Magenta: in questo caso è in fase di realizzazione un intervento da 300mila euro per la sistemazione di un’area da 8mila metri quadrati nella zona del Campone tra Borsano e Sacconago, in cui verranno ricavati 75 orti da 60 metri quadrati l’uno e una serra da 300 metri quadrati, con servizi quali magazzino, parcheggi. Anche in questo caso gli orti verranno affittati ai cittadini per la produzione agricola familiare.

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