Trasportavano marijuana in auto: condanna esemplare per due studenti di Varese. Entrambi avevano 19 anni quando il 17 settembre non si fermarono all’alt intimato dagli agenti della polizia stradale lungo la provinciale 36 che da Varese porta a Comerio.
Ieri il giudice per le udienze preliminari di Varese ha pronunciato una sentenza durissima: i due ragazzi, uno studia all’artistico, incensurati e di buona famiglia, sono stati condannati in primo grado e con rito abbreviato (quindi usufruendo dello sconto di un terzo della pena) a quattro anni e 20 giorni di carcere ciascuno.
Il fatto fu grave: alle 16.30 di quel pomeriggio di settembre i due violarono l’alt della stradale impegnata in un normale controllo. Ne nacque un breve inseguimento e quando la coppia di studenti fu bloccata fu chiaro il perché della fuga: nel bagagliaio dell’auto nascondevano due chilogrammi di marijuana. Scattarono le manette: il ragazzo ancora studente all’artistico usufruì di una speciale concessione del gip . Potè continuare a seguire le lezioni dagli arresti domiciliari comunicando con i docenti via internet: skype ha permesso allo studente di seguire le lezioni e poi diplomarsi.
La giustizia però aiuta ma non fa sconti e ieri la condanna è stata esemplare. Il pubblico ministero ha ribadito come un quantitativo tale di droga da smerciare presuppone troppe cose per passare in secondo piano.
Due chilogrammi di droga presuppongono un ottimo mercato fatto di amici, coetanei e compagni di scuola, oltre ad agganci di livello tra i grossisti di fuori provincia per procurarsi così tanto stupefacente.
Il gup non ha avuto dubbi: scontato un terzo della pena ha condannato entrambi i ragazzi a quattro anni e 20 giorni di carcere.
La sentenza sarà appellata in secondo grado ma intanto i due baby pusher potrebbero aver imparato la lezione per sempre.
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