La coppia scoppia, anzi esplode: ma i varesini si separano o divorziano di meno. In netto calo, si parla del 29,2% per le separazioni e del 15, 1% per i divorzi, i matrimoni naufraghi che giungono all’attenzione dei giudici del tribunale di Varese.
Armonia ritrovata? Non proprio: «Per ottenere un dato veritiero è necessario analizzare un terzo fattore: quello relativo alle cause per l’affidamento dei figli. E qui il dato è in aumento: le coppie scoppiano più di prima soltanto non devono più separarsi o divorziare per farlo».
è uno tra i più noti e apprezzati avvocati specializzati in diritto penale e di familia. Di divorzi e separazioni ne ha affrontati parecchi.
Il dato in più, quel numero che ridimensiona la situazione e non fa più apparire Varese quale terra dell’amore imperituro, arriva proprio dall’aumento (del 20% stando ai dati varesini) delle cause per l’affidamento dei figli.
Separazioni e divorzi in calo: certo, ma soltanto perché chi si lascia non è sposato e non ha bisogno di un giudice per porre termine all’unione. Si chiamano coppie di fatto e sono loro far apparire l’istituzione del matrimonio in rimonta sul nostro territorio.
Perché quando una coppia di fatto scoppia non fa statistica nei tribunali. Almeno non quando si separa. Certo quando di mezzo c’è un figlio è molto diverso.
Ed ecco perché le cause per l’affidamento dei figli sono invece in aumento sia al tribunale di Varese che in quello di Busto: si sposano meno e meno si separano, ma non smettono di lasciarsi. Qualche numero per capire la situazione in ogni caso critica: nel 2005 il tribunale di Varese ha affrontato 320 separazioni e 689 divorzi.
Nella maggior parte dei casi si è trattato di rotture consensuali: in sintesi lui e lei non si amano più e, senza litigare, si lasciano civilmente.
Negli anni la pratica di far scoppiare un’unione si è rafforzata sino ad arrivare al declino: nell’anno 2011-2012 le separazioni definite dal tribunale di Varese erano 791, contro le 949 dell’anno precedente.
In tutto un 14% in meno anche se a soffrire meno sono state le saperazioni giudiziali: un meno 7% contro il 29% delle consensuali, sintomo che i varesini ex preferiscono litigare che trovare un accordo.
In calo anche i divorzi: 1.414 quelli giunti in tribunale negli ultimi 12 mesi, contro i 1.504 dell’anno precedente, con un 6% di calo registrato.
Sorpresa: anche in quest’ambito i varesini preferiscono litigare. Se i divorzi congiunti, quindi d’amore e d’accordo, hanno registrato un calo del 42%, quelli giudiziali, con moglie e marito pronti a farsi di tutto davanti al giudice sono aumentati del 4%. E ancora la durata media di un matrimonio che poi scoppia è di cinque anni: chi sceglie di separarsi non dura un minuto di più.
Ci si lascia per i soldi, per l’infedeltà, per la noia: e l’età critica è compresa tra i 40 e i 50 anni quando pare che siano gli uomini a gettare con maggiore facilità (il 30% in più delle donne) la fatidica spugna.
Le mogli, per contro, sono “cattive” più spesso se in carriera: pare che il concetto del cosiddetto toy boy in voga da alcuni anni sia fonte di parecchi naufragi a Varese.
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