Le previsioni parlano di una riduzione dei medici di base a livello nazionale. E Varese non fa eccezione.
I dati forniti dalla nostra Asl mostrano che i medici di assistenza primaria che nei prossimi cinque anni andranno in pensione per limiti di età – ovvero a 70 anni – sono 27, che diventano 172 nei prossimi dieci anni. Per quanto riguarda i pediatri di famiglia: ne andranno in pensione tre nei prossimi cinque anni, che diventeranno 15 nei prossimi dieci.
Resta inteso che i medici possono anticipare il pensionamento e dimettersi con preavviso alla Asl di almeno due mesi e che tale dato non è prevedibile.
I medici verranno sostituiti da altri, neppure nelle più funeste previsioni è possibile che non ci siano più medici in assoluto. Eppure i numeri sono allarmanti.
Secondo un’analisi del Corriere della Sera, a conclusione dei corsi di laurea che stanno per cominciare usciranno circa novemila medici mentre a oggi i posti nei percorsi di specializzazione sono 4.500 e quelli nelle scuole di formazione in medicina generale poco più di 900. Di conseguenza, se i posti non saranno aumentati, migliaia di laureati rimarranno senza prospettive mentre gli italiani rimarranno senza medico. Ogni medico di base, infatti, non può avere più di 1.500 assistiti.
E a Varese? «Adesso siamo ben lontani da scenari così tragici, ma ci sono delle proiezioni che dicono che, tra un po’ di anni, ci potrà essere una carenza di medici di base anche qui» dice , segretario provinciale dei medici di famiglia
«Ogni anno, in Lombardia, la scuola di formazione in medicina generale fa uscire 90 medici (i posti, che sono pochi, vengono fissati a livello regionale dopo ordine Ministeriale). Tra dieci anni, tra chi va in pensione e chi entra nel settore, si prevede un calo di medici di base. Detto questo, per ora siamo tranquilli, il problema potrebbe presentarsi tra otto o dieci anni».
«I numeri sono preoccupanti: sembra che i medici manchino sempre. Non in questo anno accademico in corso, ma nei due precedenti, il Ministero ci aveva fatto aumentare le matricole di medicina e di infermieristica – conferma, preside di medicina all’Insubria – La tendenza del Ministero è quello di continuare a diminuire i posti delle specializzazioni, questo perché i contratti di specializzazione costano. Gli specializzandi, così, sono sempre meno e arriveranno a mancare, non c’è dubbio. Per molti anni c’è stata carenza di anestesisti, aumentando i posti nelle specialistiche siamo poi arrivati ad averne un numero abbondante. Ma altre scuole sono sotto necessità».
Le scuole di specializzazione sono uno dei tanti elementi che stanno facendo cambiare la professione: una volta indossare il camice bianco era garanzia di un lavoro sicuro, stimato e ben retribuito.
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