Roma, 6 mag. (TMNews) – “Ci sono voluti anni per realizzare questo film, è stato come andare sulle montagne russe: devo condividere questo premio con il cast, che è la vera anima di Noi credevamo”: con queste parole un emozionato Mario Martone ha accolto il David di Donatello per il miglior film.
Il regista dopo la cerimonia di premiazione ha commentato la frase di chiusura del discorso di Napolitano questo pomeriggio al Quirinale, che citando il suo film aveva affermato: “Noi credevamo, noi crediamo”. “Mi ha molto emozionato, il presidente Napolitano ha un modo diretto di parlare che colpisce tutti” ha affermato Martone. Il regista ha apprezzato anche il discorso fatto dal ministro Galan al Quirinale durante la presentazione dei candidati ai David: “Galan ha fatto un discorso serio, e in questi tempi anche una cosa normale sembra eccezionale. Siamo alla vigilia di Cannes, con due film in concorso, bisogna ragionare sul fatto che il cinema va amato e sostenuto”.
A proposito del tema della guerra, sollevato durante la cerimonia sia da Elio Germano che da Aureliano Amadei, Martone ha spiegato: “Sono assolutamente contrario alla guerra, credo che le questioni internazionali si risolvano con altri mezzi, non con le bombe: le guerre spesso nascondono altri interessi”.
Durante la cerimonia Martone aveva dedicato il premio ricevuto per la migliore sceneggiatura ad Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso in un agguato nel settembre scorso: “Tra poco lì ci saranno le elezioni, mi auguro che le nebbie del malaffare non arrivino a coprire il cielo politico di Acciaroli” ha concluso Martone.
Fla
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