VARESE La benzina costa cara e ogni rifornimento alleggerisce sensibilmente il portafoglio dei varesini. Certo, la carta sconto – per chi ha la fortuna di ritrovarsi in fascia agevolata – aiuta. Ma non basta. Se ne sono resi conto anche i gestori degli impianti, che dal salasso ai danni dei consumatori non traggono certo benefici economici, anzi. Ed ecco il motivo per cui hanno deciso di correre ai ripari con un disegno di legge di iniziativa popolare che potrebbe garantire ai varesini un risparmio dai 6 ai dieci centesimi di euro al litro di carburante, pari a 415 euro all’anno in media per famiglia.L’obiettivo è ambizioso e la partecipazione dei cittadini è tanto fondamentale quanto non impegnativa: basta sottoscrivere il disegno di legge presso uno dei gestori aderenti a Fiab Confesercenti e Fegica Cisl. «Ad oggi, in provincia abbiamo già raccolto circa 10mila firme e abbiamo l’obiettivo di raccoglierne 20mila, come in occasione della richiesta della carta sconto» dice Paolo Longo, numero uno provinciale della Fiab Confesercenti. Ma in cosa consiste, esattamente, la proposta?
«Chiediamo la netta separazione tra chi estrae, raffina e stocca la benzina e chi la vende» spiega in sintesi Martino Landi, presidente nazionale Fiab. Oggi le cose non stanno così: i colossi petroliferi gestiscono l’intera catena e i gestori delle pompe di benzina hanno l’obbligo di acquistare il carburante dalla compagnia di riferimento, al prezzo che la compagnia medesima decide e che può variare da distributore a distributore anche a distanza di pochi chilometri. «Un mercato ingessato» conferma Landi dalla sede della Confesercenti varesina, insieme al presidente Cesare Lorenzini, al direttore Gianni Lucchina e a due esponenti politici del peso di Giancarlo Giorgetti e Alessandro Alfieri, rispettivamente Lega e Pd. Non un caso: entrambi i partiti hanno depositato un progetto di legge per la liberalizzazione della benzina, così come altri, fatta eccezione per il Pdl. Le firme dei cittadini – l’obiettivo è di raccoglierne 500mila entro fine mese, ma la speranza è di superare ampiamente la quota – saranno un ulteriore stimolo a mettere mano a una questione spinosetta, sulla quale pesa la forza delle compagnie.
s.bartolini
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