BUSTO ARSIZIO Alle 11.10 di lunedì 1° giugno tre uomini – Donato Di Campli, legale Aurora; Antonio Tesoro, futuro giovanissimo presidente della “nuova” Pro Patria; Fulvio Radaelli, futuro amministratore delegato della società sportiva – hanno varcato il cancello del tribunale. Alle 12 scadeva il termine per presentare l’offerta per l’asta fallimentare che si terrà mercoledì alle 16 al primo piano del palagiustizia.Il gruppo ha raggiunto il primo piano dove ha sede la cancelleria del tribunale fallimentare bustese. Alle 11.25 la busta contenente una fideiussione da 730 mila euro (così come chiesto dal curatore fallimentare Luca Regalia per saldare gli stipendi in
arretrato dei giocatori e i mancati versamenti contributivi dovuti alla passata gestione a nome Giuseppe Zoppo) e un assegno circolare da 280 mila euro quale anticipo della base d’asta da 400 mila euro fissata dal curatore, è stata regolarmente depositata. Sotto gli occhi di pochi privilegiati: in un ufficio bianco, ordinato e con una segreteria cordiale, la salvezza della Pro Patria è stata “messa agli atti”. E questa «sarebbe l’unica offerta sino ad oggi pervenuta» afferma Di Campli. Alle 12 si sono chiusi i termini e nessun altro si è presentato. La Pro Patria ha trovato il suo Tesoro.
e.romano
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