VARESE Un banco di prova per vedere se la politica saprà ancora parlare ai cittadini. Le urne aperte tra oggi e domani in dieci Comuni della Provincia di Varese saranno un avvenimento fondamentale per capire quali scenari ci possiamo aspettare da qui all’anno prossimo. E anche per valutare il peso del cosiddetto “partito del non voto”.
Intanto veniamo all’affluenza: alle 22 di domenica ha votato il 47,46 per cento degli aventi diritto contro il 53,01 della precedente consultazione.
Ecco la situazione nei dieci Comuni: Besozzo (46,34 contro il 48,98), Brissago Valtravaglia (48,87 contro il 55,42), Cardano al Campo (44,26 contro il 52,95), Cassano Magnago (48,87 contro il 55,28), Ferno (48,72 contro il 53,60), Gerenzano (46,54 contro il 54,68), Marchirolo (37,24 contro il 40,40) Pino Lago Maggiore (48,21 contro il 27,95), Sumirago (46,17 contro il 54,37) e Tradate (51,19 contro il 53,51).
L’importanza di questa elezione va dunque oltre il semplice rinnovo delle amministrazioni locali uscenti. Innanzitutto, la Lega Nord che affronta il giudizio degli elettori, nel territorio che è la sua culla, ad un mese esatto dallo scoppio dei problemi giudiziari. Un mese durante il quale, tuttavia, i vertici del Carroccio sono profondamente cambiamenti, Bossi si è dimesso e Roberto Maroni ha acquistato maggiormente il controllo del movimento. Sarà insomma un test per la nuova Lega maroniana. Non solo, ma anche della Lega che ha scelto di correre senza più l’alleanza con il centrodestra. Dal punto di vista leghista, quattro sono i comuni fondamentali: Tradate e Cassano Magnago, gli unici sopra i quindicimila abitanti, e poi i due più piccoli, ma roccaforti, Gerenzano e Besozzo. Nei primi due il Carroccio, pur in alleanza, esprime lo stesso sindaco da dieci anni. Gli altri due sono da tempo giunte monocolore. Anche per il Popolo della libertà si tratta di una prova del fuoco. Sono le prime elezioni da quando Silvio Berlusconi non è più premier, anche se il Pdl rimane forza di governo. È anche un esame di come è in grado di muoversi la nuova segreteria provinciale. Cassano, il comune più popoloso, è anche la città del vicecoordinatore vicario provinciale Paolo Aliprandi.
Dell’area formigoniana, ovvero l’azionista di maggioranza che ha portato Lara Comi alla vittoria. Quindi, l’uomo forte del partito. La concorrenza tra Lega e Pdl varrà poi anche come test sul governo Monti. Se il primo partito ha cercato di ricostruirsi una verginità, dopo decenni di permanenza a Roma, sull’opposizione senza se e senza ma al nuovo esecutivo, il partito di Berlusconi, invece, sostiene il governo.Infine, il Partito democratico. Dopo un’eccellente stagione di crescita del Pd, che alla precedente tornata è riuscito a conquistare Gallarate e Malnate. E precedentemente aveva già preso Saronno. Per non parlare del risultato di andare al ballottaggio a Varese, sempre alle comunali dell’anno scorso, contro un centrodestra non ancora diviso, ma unito. Il Pd, in sostanza, oltre a lottare per la riconferma a Cardano al Campo, dove ha governato con lo stesso sindaco negli ultimi dieci anni, dovrebbe avere come obiettivo quello di conquistare posizioni a Tradate e Cassano, roccaforti storiche del centrodestra. Un’impresa facilitata dal fatto che per la prima volta i lumbard si presentano senza l’alleanza con i berlusconiani. Per il Pd vale, come per il Pdl, il test sulla popolarità del governo, essendo anche il partito di Pierluigi Bersani in maggioranza a Roma. Le carte sono sul tavolo. Non resta che aspettare lunedì.
s.bartolini
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