Un appello anti-smartphone «Le antenne ci sommergono»

Un appello anti-smartphone «Le antenne ci sommergono»

VARESE Il Comitato di Bobbiate torna in campo con un appello ai cittadini recapitato casa per casa: usate con moderazione smartphone, tablet e computer portatili, altrimenti saremo sommersi dalle antenne.Di solito l’invito a un uso consapevole dei beni di consumo riguarda le risorse finite come acqua, petrolio o derivati del legno come le carta. I richiami a non abusare delle nuove tecnologie di solito sono appannaggio di medici o educatori, ma questa volta l’appello arriva da un gruppo di cittadini ben motivati. Si tratta per l’appunto del Comitato di Bobbiate, nato sette anni fa, nella primavera del 2006, per opporsi con tenacia alla costruzione di una nuova antenna per la telefonia mobile che la Vodafone voleva piazzare nel retro della ditta Bottinelli, tra via Novelli e via Alberto Da Giussano. Troppo vicina alle scuole, troppo impattante dal punto di vista paesaggistico, furono le obbiezioni dei cittadini che arrivarono persino a bloccare la ruspe. Tanta fu la determinazione che alla fine la compagnia telefonica rinunciò all’istallazione, ma il Comitato non si è accontentato di quella vittoria. Per

questo ha partecipato anche all’ultima consulta elettrosmog convocata a Palazzo Estense. «Le compagnie hanno manifestato l’intenzione di incrementare considerevolmente il numero di antenne presenti in città – ricorda il portavoce del gruppo, Enrico Guidi – Le nuove installazioni per ora non riguardano Bobbiate, ma visti i presupposti è solo una questione di tempo».In quell’occasione infatti gli operatori della telefonia mobile hanno spiegato ai cittadini che la diffusione delle nuove tecnologie come smartphone, pc portatili e tablet pc, che sfruttano la rete mobile per la connessione a internet hanno bisogno di reti mobili più potenti e più estese per poter navigare. Maggiore sarà la diffusione e soprattutto l’uso di questi apparecchi e maggiore sarà il numero di antenne necessario a garantirne il funzionamento. «Ciò significa più antenne e più potenza irradiata per singola antenna, con conseguenti probabili maggiori rischi per la salute», si legge nel volantino che il Comitato sta distribuendo nelle case del quartiere e in ci sono elencate altre conseguenze, come la «deturpazione del paesaggio visto che si tratta di strutture alte fino a 50 metri».

s.bartolini

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