Silvana Pica è scomparsa Uno 007 di Varese sulle tracce

VARESE Silvana Pica è scomparsa il 17 gennaio a Pescara. La sua borsa, con il moschettone rotto, è affiorata dal mare il 16 marzo, a cinque miglia dalla costa. Sul caso – che ha assunto rilevanza nazionale – sta indagando Ezio Denti, investigatore e criminologo varesino, che domani sarà ospite di Barbara D’Urso a Pomeriggio 5. «La soluzione del giallo è racchiusa nella stanza di Silvana, nella quale ho trovato elementi interessanti forse sfuggiti agli inquirenti nel primo sopralluogo» spiega il criminologo, che sta indagando per conto della famiglia della donna.«Gli inquirenti hanno portato via un telefonino e un computer portatile – entra nel dettaglio il professionista – Io ho trovato anche delle vecchie agende sulle quali Silvana annotava di tutto, anche il conto del parrucchiere (voce che la donna, di professione traduttrice, indicava con “hairdresser”)».«Sulla prima pagina di un calendario da muro, Silvana ha scritto un nome, sul quale stiamo facendo delle verifiche. La meticolosità della signora e la dinamica dell’accaduto rivelano che qualcosa di brutto deve essere successo: non può essersi allontanata da sola» prosegue. Due elementi in particolare hanno catalizzato l’attenzione dell’investigatore. «Mi sono concentrato sulla finestra – racconta Denti – Il cassonetto della tapparella avvolgibile, sulla parte destra, presenta due viti allentate. Quando l’ho analizzato era vuoto, ma ho

notato che un angolo era più pulito rispetto alla restante parte. Potrebbe essere stato usato come nascondiglio». «Il secondo elemento è il trolley – continua – Sappiamo che la sera della scomparsa Silvana è andata dalla ex suocera a chiedere ospitalità portando con sé un trolley, che poi non è mai stato ritrovato. Nella stanza, però, c’è un trolley che è rotto, come se fosse finito nel bel mezzo di una colluttazione». «Dentro vi ho trovato una coperta, un cambio di biancheria intima, dei calzettoni e una maglietta che potrebbe far pensare a un pigiama. È vero che nella stanza ci sono numerose valigie usate come “armadi” , ma quel trolley secondo me potrebbe raccontare come sono andate le cose. Ovvero che Silvana, dopo essere stata dalla ex suocera, sia tornata a casa. A quel punto potrebbe essere iniziata un’azione che culminerà in un crimine, forse un’istigazione al suicidio».L’investigatore, che vive a Varese dal 1993 ma è originario dell’Abruzzo, è critico rispetto a come sono state compiute le indagini fino a oggi: «Non c’è alcuna sinergia tra investigatori pubblici e investigatori privati. Alla famiglia non vengono date informazioni. Non sappiamo nemmeno se sia stata fatta una ispezione sul fondo marino dove è stata presa la borsa per escludere l’eventuale presenza del corpo della donna».

s.bartolini

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