Blitz di Striscia alla cava Contro il via agli scavi

VARESE Striscia la Notizia alla cava Nidoli con i conduttori del programma radiofonico “La Manita”. Max Laudadio è tornato a Cantello per richiamare l’attenzione delle autorità sulla possibile ripresa delle escavazioni.Il Consiglio di Stato si è pronunciato a favore dei Nidoli. L’iter per l’inizio dei lavori ai Tre Scali di Cantello potrebbe ripartire. Ma, secondo gli ambientalisti, permangono «troppi rischi per l’acqua: com’è possibile che sia stato dato il permesso di riattivare la cava?». È l’interrogativo che l’inviato di Striscia ha posto attraverso le telecamere del tg satirico di Canale 5. Con lui, ad esporre dati e rilevazioni, il sindaco di Cantello Gunnar Vincenzi, un esponente del Movimento 5 Stelle Varese Franco Amati, il presidente di Acquaria Marco Viganò e l’ingegnere ambientale Gianluca Bertoni.In particolare, è stata analizzata tutta la documentazione raccolta nei mesi scorsi e che scongiurava la ripresa delle escavazioni da parte di Italinerti. A cominciare dalle relazioni di Aspem che hanno evidenziato la possibilità di contaminazione della falda acquifera durante la lunga fase di cantiere. E una forte limitazione alla possibilità di realizzare nuove captazioni

di acqua potabile. E non solo per quanto riguarda il Comune di Varese. Lo studio menziona anche quelli di Malnate, Bodio e Azzate. Non sono state fatte cioè, approfondite valutazioni sull’influenza della cava sui pozzi della Val Sorda. Anche loro, come quelli della Bevera, potrebbero essere inquinati dalle escavazioni. Laudadio ha poi citato lo stralcio del piano cave da parte del consiglio provinciale, le delibere del Comune di Varese e di Regione Lombardia (che reperivano le criticità sull’attivazione della cava ex Coppa) e la lettera del Comune di Cantello che segnalava la presenza di arsenico in concentrazioni molto elevate nelle terre interessate dallo scavo.Fino ad arrivare alla controversa relazione di Arpa Lombardia. «In sostanza, il documento specifica che non è stato possibile verificare i dati e le misure di analisi riportati nella relazione prodotta dai Nidoli – ha spiegato Bertoni ai microfoni di Striscia – Ma nessun tecnico è mai uscito personalmente per fare dei rilevamenti». Come si fa allora a dare l’ok alle escavazioni basandosi solo su documenti forniti dal cavatore? Un interrogativo lasciato in sospeso da Laudadio.

s.bartolini

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