Aler, evade il 20% delle famiglie Canone: mancano 180mila euro

Non c’è solo chi evade il fisco, ma anche chi fa il “furbetto” sulle case popolari. E in provincia di Varese, da un’indagine a campione eseguita dall’Aler, è risultato non in regola con la propria dichiarazione dei redditi (necessaria a valutare in che fascia di canone essere inseriti) quasi il 20% dei nuclei familiari.

Ovvero, su 674 nuclei inquilini (sui 5.800 provinciali) ci sono state 108 contestazioni sulle dichiarazioni dei redditi, con l’inizio del recupero canone per 148.000 euro. Mentre altre 109 pratiche sono al momento in valutazione. E addirittura in 26 sono risultati proprietari di una casa, quindi dovrebbero lasciare la casa ad affitto agevolato. Un quadro abbastanza triste.

Un mondo in crisi

Passando dalle dichiarazioni false o incomplete, e andando a vedere la situazione in generale, scopriamo come la crisi sta colpendo molto anche il mondo degli inquilini di Aler.

Da luglio ad oggi, quindi appena tre mesi, sono state 150 le domande di ricalcolo del canone a seguito della perdita del lavoro di uno dei membri della famiglia.

E poi i problemi atavici, ovvero la mancanza di un numero adeguato di alloggi per rispondere a tutte le domande.

Alla fine del 2012 le domande presentate erano 1996, di queste sono state soddisfatte solo 237. Ne restano quindi ancora 1.759.

Questi i dati emersi durante la conferenza dei vertici di Aler di Varese e Busto Arsizio, strutture entrambe guidate dal commissario straordinario , in vista della riforma regionale che modificherà il sistema lombardo.

«La riforma non può guardare solo il dimensionamento territoriale – spiega Galli – sposo la proposta di Maroni, perché una sola azienda a livello regionale può essere la soluzione migliore, ma solo se vengono risolte alcune problematicità».

Un sistema che non regge più

Che sono di natura economica e rischiano di “affossare” l’Aler: il sistema di cofinanziamento per costruire nuove case, che l’azienda non è più in grado di supportare e l’eccessiva tassazione applicata senza tener conto delle finalità sociali dell’ente.

In particolare i vertici dell’azienda, oltre al commissario i direttori generali di Varese Francesca Borgato e di Busto Elio Borsani e le responsabili amministrative Manuela Parisi e Giuseppina Tosi, sottolineano come le imposte gravino eccessivamente sui conti dell’azienda.

La struttura di Varese, che gestisce l’edilizia residenziale pubblica a livello provinciale, ha pagato circa 1,4 milioni di euro di Imu. Ma devono pagare anche l’imposta sul reddito.

«Occorrerebbe considerare Aler non come un’azienda privata».

VARESE

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