I bossiani vanno alla guerra «Complotto, qualcuno pagherà»

VARESE I guai della Lega? «Sono un complotto e chi oggi lo alimenta domani pagherà». I bossiani vanno al contrattacco. E difendono a spada tratta Umberto Bossi, lanciando un avviso, non troppo velato, ai maroniani. Il protagonista di questa presa di posizione è il consigliere regionale Giangiacomo Longoni che, sulla sua bacheca Facebook, rompe un lungo silenzio e scrive: «Un giorno non molto lontano, coloro che stanno dietro a questo “complotto” contro il Capo e la sua famiglia ne pagheranno le conseguenze. Chi vuole prendersi la Lega lo faccia usando la politica e non nascondendosi dietro a falsità , bugie e fango. Chi semina vento, raccoglierà tempesta. Altro che uscir di casa… si dovrà nascondere nelle fogne. Padania Libera». Parole che non possono essere equivocate. L’accusa, lanciata già ufficialmente da numerosi esponenti nazionali dell’area bossiana, riguarda il fatto che i maroniani avrebbero giocato sugli scandali giudiziari per “costringere” Bossi alle dimissioni.Nessun attacco nei conronti dell’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni, almeno non direttamente. Visto che poi,

dopo le parole forti, c’è una precisazione e un richiamo all’unità. «Forse hai letto male – risponde sempre Longoni a un commento – La famiglia Bossi non ha ricevuto alcun avviso di garanzia. Sono altri, con cognomi diversi, ad averli ricevuti. Forza Lega Nord…Unitaaaa. Da Bossi, Maroni ecc. Un solo movimento, una sola rivoluzione. Unità». Un’unità che ormai sembra sempre più difficile per il Carroccio. In questi giorni si avvertono ancora gli strascichi delle polemiche per i festeggiamenti, organizzati a Varese, per la vittoria del sindaco di Verona Flavio Tosi. Mentre a Varese, con l’eccezione di Tradate, dove il Carroccio è al ballottaggio, il movimento subiva una debacle. Se i bossiani non sono intervenuti sulla polemica, a farlo sono stati gli esponenti di quella terza via leghista interna alla sezione di Varese, rappresentata dall’assessore Fabio Binelli. Ed è il consigliere comunale Massimo Realini che “censura”, seppur in modo lieve, i festeggiamenti. Con un post «Balliamo sul…» indicando come i festeggiamenti fossero secondo lui fuori luogo.

s.bartolini

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