Difesa a rischio, avvocati fermi «A Varese il tribunale a rilento»

Difesa a rischio, avvocati fermi
«A Varese il tribunale a rilento»

«Siamo a rischio processo sommario. Siamo qui per difendere il diritto alla difesa. Garantito costituzionalmente ma messo a rischio dalle pressioni che insistono sull’avvocatura».

Il presidente della Camera penale di Varese , affiancata dal presidente dell’Ordine degli avvocati di Varese , spiega il perché dell’astensione dei penalisti proclamata su scala nazionale. Tre giorni di sciopero (fino a mercoledì) che, fatti salvi i processi con detenuti, ha visto l’avvocatura varesina aderire al 100%.

Varese non è stata, sinora, teatro di violazioni gravi. Gli avvocati lamentano, nello specifico, l’inaccessibilità agli uffici, penalizzati da un’endemica carenza del personale, un turnover di giudici che porta spesso a una rimodulazione dei collegi, un utilizzo massiccio dei magistrati onorari senza i quali il tribunale avrebbe difficoltà enormi.

In qualche caso «abbiamo ravvisato una tardiva iscrizione della notizia di reato – spiegano Esposito e Martelli – un escamotage per allungare i tempi di indagine. Il punto è che tutto questo, questa cultura che osteggia il diritto alla difesa, va a discapito dei cittadini, i veri utenti della giustizia».

Esposito aggiunge: «Pur non versando Varese in condizioni critiche come altri tribunali italiani, vogliamo ribadire che quest’astensione e quest’adesione massiccia sono il segnale che noi vigiliamo affinché anche qui non vengano commesse violazioni inaccettabili al diritto alla difesa».

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