Anche Fido al ristorante Rivoluzione da febbraio

Anche Fido al ristorante
Rivoluzione da febbraio

Il Comune di Varese potrebbe presto diventare pet-friendly a tutti gli effetti. Il caos normativo che regna nei locali della città – dove c’è chi fa entrare Fido anche se non potrebbe e chi fa accomodare i padroni in posti “tattici” dove è facile fuggire in caso di controlli dell’Asl – dovrebbe avere dunque le ore contate.

Nel comune di Varese c’è un cane ogni 12 abitanti. Cani che, molto spesso, accompagnano i padroni a fare shopping, in corso Matteotti, a prendere il giornale e, appunto, anche al bar e al ristorante. Ma qui ci si mette di mezzo la legge.

L’Asl, stando all’attuale regolamento di igiene, vieta ai quattro zampe l’ingresso nei pubblici esercizi. E questo malgrado spesso siano proprio i baristi e i ristoratori a voler fare entrare i cani, anche perché molti clienti hanno un amico a quattro zampe ed è brutto dire «non puoi entrare».

Varese, già un anno fa, aveva deciso di dare più libertà decisionale ai pubblici esercenti, ma senza riuscirci. Vige infatti il regolamento di igiene del 1986, che è stato approvato d’ufficio, senza passare dal consiglio comunale, e che pertanto non è modificabile. «Ho scritto un anno fa alla Regione per sapere come dovessimo muoverci, se bisognasse approvare un nuovo regolamento o se bastasse un’ordinanza ad hoc, ma non è mai arrivata una risposta. Nel frattempo il Governo ha emanato un decreto ministeriale che concede la facoltà di fare entrare i cani negli esercizi commerciali, ma non si capisce se questo decreto superi la normativa comunale o meno » spiega Clerici.

«Quindi abbiamo scelto di procedere alla stesura di un nuovo regolamento che porterò in giunta a febbraio e che disciplinerà tutti i diritti degli animali».

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