La giunta di Varese ha deciso «Abbatteremo la ex caserma»

La giunta di Varese ha deciso
«Abbatteremo la ex caserma»

L’ex Caserma Garibaldi sarà abbattuta. La giunta ha infatti deciso di elaborare un progetto per la demolizione parziale, ma consistente, dell’ex struttura militare in piazza Repubblica.

Le aree interessate dalla demolizione sono quelle della parte che guarda verso piazza Repubblica e quella posteriore. In piedi, quindi, rimarrebbe solo la parte principale e ancora agibili situata dietro il frontone principale.

Il resto dell’edificio, che si trova in condizioni precarie, sarà abbattuto. Questa la decisione della giunta, confermata dal sindaco e dal vicesindaco.

Due mesi di tempo

«Abbiamo preso la decisione di procedere con l’abbattimento della parte non vincolata – ha detto Baroni – nei prossimi due mesi sarà elaborato il progetto. I problemi principali da affrontare sono due: i costi, dal momento che le risorse impegnate sono consistenti e bisogna ricavarle dal bilancio. L’altro i vincoli della Soprintendenza».

Su quest’ultimo, la possibilità di azione sembrerebbe abbastanza ampia, visto che l’ex Caserma è vincolata solo sul lato principale, quello dell’ingresso.

Per i soldi, si parla di circa mezzo milione di euro. Una cifra non eccessiva, se non fosse che con la situazione di ristrettezze del Comune, che si muove all’interno del patto di stabilità, impegnare una cifra simile significa toglierla da altre voci, come la manutenzione delle strade e simili.

«La Soprintendenza vincola il frontone su via Magenta – spiega l’assessore all’Urbanistica – mentre per quanto riguarda l’ipotesi di un abbattimento si è sempre riservata di decidere sulla base di un progetto di pregio per il centro storico della città».

Insomma, il via libera a buttare giù la parte fatiscente di caserma arriverebbe solo se il Comune proponesse di costruirvi un nuovo edificio di valore. Il progetto rimane comunque quello di realizzarci il teatro e altri servizi, «che sono le indicazioni contenute nel Pgt appena adottato» sottolinea Binelli.

Nel caso la Soprintendenza non autorizzasse la demolizione, il Comune dovrà comunque sobbarcarsi, in quanto proprietario, le spese di messa in sicurezza.

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