«Una soluzione possibile per i continui rincari sul fronte dei pedaggi autostradali potrebbe essere la regionalizzazione dell’A8. Del resto, in Lombardia già esiste la Concessioni Autostradali Lombarde, spa che unisce Regione Lombardia e Anas. Il soggetto giusto per gestire un’autostrada che si snoda tutta in territorio lombardo, anche perché già ha in gestione Pedemontana, Brebemi e la tangenziale est esterna di Milano».
Un appello, ma anche una provocazione, quella lanciata ieri da Daniele Marantelli, deputato Pd, che vuole andare oltre le proteste leghiste che, pochi giorni fa, hanno visto circa duecento militanti partecipare a un presidio al casello di Gallarate, proprio per protestare contro i rincari che, nella notte di Capodanno, hanno portato i pedaggi delle due barriere dell’Autolaghi a quota 1,70 e 1,50 euro.
«6,40 euro per andare e tornare da Milano è un costo altissimo, soprattutto per i pendolari in questo momento di crisi. In più – spiega ancora Marantelli – la concessione dell’Autolaghi ad Autostrade per l’Italia, società della famiglia Benetton, durerà fino al 2038. Un periodo di altri 24 anni in cui l’Autorità dei trasporti non può controllare nulla, se non le nuove concessioni. Una rendita enorme e senza rischi, insomma, votata anche dalla Lega Nord durante il quarto governo Berlusconi».
Perché la A8, sottolinea il deputato Pd, per ora è stata una fonte di reddito per una società che «da troppi anni non investe per migliorare il servizio. Basta vedere quanto sia difficile raggiungere Milano nelle ore di punta, o quando ci si trova nel bel mezzo di un’incidente: gli automobilisti sono abbandonati a se stessi, bloccati in coda».
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