Meno sette giorni alla fatidica data del pagamento della mini-Imu. La “stangatina” di inizio anno è piena di insidie, a partire dal calcolo dell’importo da versare sulla prima casa, per finire con la somma minima al di sotto della quale non verranno effettuati controlli.
In mancanza di delibere comunali in aumento o in diminuzione, vale la soglia statale di 12 euro.
E dalla rendita catastale alle detrazioni sono diverse le variabili che possono ridurre gli importi. Insomma, ogni Comune fa storia a sé.
«La difficoltà dei nostri Caf sta proprio nel gestire situazioni differenti sullo stesso territorio – spiega, segretario generale Uil – La differenziazione sul nostro territorio per quanto riguarda il calcolo relativo alla mini-Imu è spesso sostanziale da Comune a Comune».
La mini-Imu si sta trasformando sempre più in una corsa a ostacoli per i contribuenti dei 67 Comuni, su 141, in cui sarà obbligatorio andare alla cassa entro venerdì 24 gennaio. Difficoltà che accomunano sia i contribuenti sia i Centri di assistenza fiscale (Caf).
«Ciascun comune ha fatto un po’ quello che ha voluto – commenta , responsabile provinciale dei Caf Cgil – creando confusione nella gente, che si sta riversando a fiumi nei nostri Caf, e di conseguenza anche nei nostri uffici. Quella dell’Imu, e soprattutto della “mini-Imu”, è stata una situazione deludente dal punto di vista della gestione da parte delle amministrazioni comunali: sicuramente il Governo ci ha messo del suo».
Sono, infatti, circa 150mila i contribuenti della nostra provincia chiamati ad uno sforzo extra per sopperire alla mancata compensazione dello Stato nei confronti dei comuni. Si tratta di chi possiede l’abitazione principale in uno dei quasi 70 Comuni che hanno alzato l’aliquota sopra la quota base dello 0,4 per cento e di abitazioni parificate alla prima casa che nel 2013 avevano esentato il pagamento dell’Imu (a Varese ad esempio rientrano le case affittate a canone concordato, le case Aler o delle cooperative edilizie che fungono da prima casa, le case di proprietà o in usufrutto ad anziani che risiedono in casa di riposo).
«Molte delle persone venute da noi per il conteggio – precisa , responsabile del Caf delle Acli – sono poi rimaste piacevolmente stupite dell’irrisoria somma da versare».
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