La “vittima” ritratta E la nonna over 55 incassa l’assoluzione

La “vittima” ritratta
E la nonna over 55
incassa l’assoluzione

«Non è vero niente, non ha mai abusato di me. Ero io ad essere innamorato, ma non c’è mai stato sesso. Mi hanno costretto a denunciarla».

Lui ritratta, l’imputata, gioco forza, viene assolta. La “vittima” accusata di falsa testimonianza e calunnia. Lei, 55 anni, lui, oggi diciannovenne, che all’epoca dei fatti contestati di anni ne aveva 15.

Sono nonna e nipote, o meglio nipote acquisito. La storia, contestata con forza dal pubblico minister, avrebbe avuto inizio nel 2007. Quando il figlio della donna ha sposato una bella cubana già madre del ragazzino nato da un’unione precedente.

Una nuova famiglia all’interno della quale la nonna acquisita si prodiga. Insomma, vuol dare una mano. Sino a proporre alla nuora di far stare a casa sua il ragazzo dal lunedì al venerdì.

La madre del giovane aveva infatti appena trovato un nuovo lavoro con grosse difficoltà nel far coincidere gli orari con quelli scolastici del figlio. E durante questa convivenza di fatto tra la nonna e il nipote acquisito sarebbe nata la passione.

La donna, con 35 anni di esperienza in più del ragazzo, non avrebbe mai usato violenza: il rapporto sessuale con il minore sarebbe scaturito da uno strano sentimento condiviso da entrambi. Solo che il ragazzino è, appunto, un ragazzino e delle sue gesta erotiche con una donna più grande avrebbe raccontato ad altri. Sino a quando la madre, venuta a conoscenza di queste voci, non ha affrontato la questione.

Il ragazzino denuncia l’accaduto alla polizia. Ma resta fedele al suo amore. Tanto da presentarsi davanti ai giudici e smentire la denuncia. Tra loro c’era un legame speciale ma non c’è mai stato sesso.

Di più il ragazzo accusa il poliziotto che ha raccolto la denuncia di averlo in qualche modo plagiato, confuso, sino a guidarlo verso una falsa dichiarazione. Ieri, davanti al collegio presieduto da , il Pm ha chiesto una condanna a sei anni per la donna: «Il teste- vittima – ha detto Ditaranto – non è attendibile nella sua ritrattazione. Ancora soggiogato dai sentimenti per l’imputata».

Ma la prova si forma in dibattimento e i giudici hanno dovuto assolvere con formula piena: perché il fatto no sussiste. Gli stessi giudici hanno imputato il ragazzino per falsa testimonianza e calunnia.

Sia nei confronti del poliziotto che ha raccolto la testimonianza, che non hai plagiato la vittima, sia, potenzialmente, nei confronti della nonna imputata che,per quella denuncia, ha subito un processo.

Ora la vittima andrà alla sbarra per rispondere delle contestazioni mosse.n S. Car.

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